Solo auto usate e niente vacanze – la crisi affonda il popolo delle rate

La crisi dei consumi colpisce anche il “popolo delle rate”. Il 2008 segna infatti una brusca frenata della domanda di nuovi prestiti delle famiglie per l’acquisto di beni di consumo. Dati Assofin evidenziano che il valore dei nuovi finanziamenti per il credito al consumo (auto, vacanze, elettrodomestici, ma mutui-casa esclusi) nei primi sei mesi di quest’anno è aumentato solo del 2,1% (a 31,7 miliardi di euro), dopo un paio d’anni di corsa a due cifre.

Nel primo semestre del 2007 l’incremento era risultato dell’11,9% (31 miliardi di euro). Il calo della domanda dei prestiti conferma il momento di difficoltà che stanno attraversando le famiglie obbligate ad un drastico ridimensionamento dei consumi (-3,4% a giugno).

I dati sono influenzati anche sia dall’attuale livello di indebitamento delle famiglie che dal quadro congiunturale caratterizzato da grande incertezza, con possibilità di un ulteriore peggioramento della situazione economica di molte famiglie. In sostanza, è una situazione che non incentiva i consumi e questo si riflette sulla domanda di nuovi prestiti.

Anche l’analisi delle tipologie di prestito, dalla durata all’importo, conferma le crescenti difficoltà delle famiglie: le rate si allungano e si spende meno per beni di consumo. Prestiti Online ha elaborato per Repubblica una serie di dati suddividendo i finanziamenti personali sulla base delle fasce di età.

In tutti i casi, i consumatori hanno utilizzato l’opportunità offerta negli ultimi anni da molte banche e società finanziarie di rimborsare il prestito fino ad un massimo di dieci anni. Per la fascia di debitori fra i 36 e i 50 anni, mentre nel primo semestre del 2005 le durate contrattuali 6-7 anni rappresentavano il 9,7% dei prestiti, nel primo semestre di quest’anno si sono attestate a quota 23% e quelle 8-10 anni al 20,8%.

“Ma forse la maggiore trasformazione delle quote dei prestiti erogati – spiega Roberto Anedda, vicepresidente di Prestiti Online – si ha per gli importi, dato che dal 2005 ad oggi è aumentato in misura considerevole l’incidenza dei prestiti con importi superiori ai 15.000 euro. La trasformazione è legata ad una modifica dell’offerta commerciale di molti istituti specializzati che hanno elevato notevolmente l’importo massimo del finanziamento”.

Per le fasce di debitori 36-50 anni, per gli importi fra 15 e 25mila euro si passa dal 6,7% del primo semestre 2005 al 19,8% dei primi sei mesi di quest’anno e i prestiti superiori ai 25mila euro da un risicato 2,1% di tre anni fa al 17,2% di quest’anno.
Le difficoltà finanziarie dei consumatori si possono rilevare anche dall’utilizzo dei prestiti personali.

Sempre per la fascia 36-50 anni (ma i trend sono simili in tutte le fasce di età), mentre nel primo semestre del 2005 il 9,7% dei finanziamenti veniva utilizzato per hobby, vacanze, cerimonie, la quota scende al 3,8% di quest’anno. Anche per l’acquisto di un’auto usata si notano discrete variazioni: nel 2005 si prendeva l’8,9% dei finanziamenti, la quota aumenta all’11,7% nel primo semestre di quest’anno mentre cala bruscamente l’acquisto di auto nuove. Insomma per chi deve proprio comprare un’auto meglio usata.

Di particolare interesse risultano i dati relativi all’utilizzo dei prestiti per ristrutturare casa che per la fascia 36-50 anni passano dal 16,3% del primo semestre 2005 al 34,8% dei primi sei mesi di quest’anno.

L’impennata di questi finanziamenti è dovuta, soprattutto, ai tassi che risultano competitivi rispetto ai mutui casa. I prestiti non richiedono, inoltre, l’accensione di un’ipoteca sull’immobile, non comportano spese notarili e costi come la perizia per determinare il valore dell’immobile. L’utilizzo dei prestiti per fronteggiare il costo delle spese mediche risulta maggiore per gli over 50 anni (3,1%), rispetto al 2,3% della classe di età 36-50 anni e dell’1,5% per i richiedenti sotto i 36 anni.

da Repubblica.it

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Autore

2 settembre 2008 alle 10:52 pm

Classificato in fatti in ... debiti

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