Silvio Berlusconi l’utilizzatore finale – Dopo Noemi Letizia è la volta di Ruby e del bunga bunga
Lo ricordate Silvio Berlusconi, l’utilizzatore finale – secondo la definizione data dal suo avvocato Nicolò Ghedini – e promotore, insieme a Mara Carfagna, di un disegno di legge che avrebbe dovuto combattere la piaga della prostituzione?
Ebbene, pare che Silvio Berlusconi sia nervoso, preoccupato
Chi gli sta vicino racconta che Silvio Berlusconi è da qualche giorno nervoso, preoccupato. Non soltanto per le vicende della politica italiana: c’è una storia, sottotraccia, che lo angustia più d’ogni conflitto dentro il Pdl, più delle vicissitudini del lodo Alfano, più dei rapporti con il capo dello Stato.Una ragazza, appena diciottenne, sta raccontando di avere avuto incontri con lui quando era ancora minorenne.
Un nuovo caso Noemi Letizia?
Un nuovo caso Noemi Letizia? No, una vicenda ancor più spinosa, perché questa volta la ragazza racconta fatti, incontri, contesto, particolari. Fa i nomi di protagonisti e comprimari.
LA storia ha, per ora, contorni molto indefiniti. La ragazza, la chiameremo “Ruby”, è di nazionalità marocchina e in questo momento sarebbe ospite di una comunità protetta.
Ma fino a qualche tempo fa faceva parte del giro di Lele Mora, che si vanta di essere un vecchio amico di Silvio Berlusconi ed è rimasto vicino al suo ambiente anche dopo le sue disavventure finanziarie (il crac della sua Lm management) e giudiziarie (da cui è uscito con un proscioglimento). La sua auto ha continuato a varcare i cancelli della villa di Arcore: a bordo, un sorridente Lele di solito accompagnato da un paio di ragazze.
Ruby faceva parte del circo di Lele Mora
“RUBY”, dunque, era in contatto con Mora. Faceva serate in discoteca, sperando di farsi notare per entrare alla grande nel mondo della moda o della tv. Poi avrebbe avuto il contatto ravvicinato (o i contatti ravvicinati) con Silvio Berlusconi. Questo, almeno, è ciò che racconta .
Secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, i suoi racconti sono ora al vaglio dei magistrati della Procura della Repubblica di Milano: dichiarazioni tutte da verificare, perché non prive di smagliature e vistose contraddizioni. Potrebbero essere un tentativo di ricatto, una trappola, una storia inquinata. Oppure un confuso tentativo di farsi ascoltare, lanciato da una ragazza finita in una storia più grande di lei. Soltanto verifiche scrupolose permetteranno di capire che cosa c’è di vero nei racconti di “Ruby”.
La ragazza marocchina – minorenne all’epoca dei fatti – starebbe parlando
PER ORA, in questa vicenda scivolosa, di certo c’è solamente il fatto che una ragazza sta parlando. Il contesto è quello emerso negli ultimi diciotto mesi: a partire dalla primavera del 2009, quando il presidente del Consiglio partecipò in una discoteca di Casoria alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia; e Veronica Lario, moglie di Berlusconi, definì “ciarpame senza pudore” la candidatura di alcune giovani ragazze nelle liste del Pdl alle elezioni europee, ma soprattutto accennò a “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”.
Prima che scoppiasse lo scandalo con Patrizia d’Addario ed altre ragazzze a Palazzo Grazioli
Poi scoppiò lo scandalo delle notti con Patrizia D’Addario e altre ragazze a Palazzo Grazioli, a Roma, e delle feste estive a villa Certosa, in Sardegna.
Un uomo politico alla guida del Paese ha il dovere di non rendersi ricattabile con i suoi comportamenti. Le cronache di questi mesi hanno dovuto invece registrare più d’una polemica attorno allo stile di vita del presidente del Consiglio. Questo oggettivamente lo espone, al di là di ogni valutazione morale, a pressioni e ricatti.
SE POI quello che racconta “Ruby” fosse vero, sarebbe possibile anche ipotizzare reati. Avere rapporti sessuali con minorenni tra i 14 e i 18 anni configura infatti il reato di violenza sessuale, se il rapporto è avvenuto approfittando dell’inferiorità fisica o psicologica del minore. Se poi la minore è stata pagata con denaro “o altra utilità”, dice il codice, scatta il reato di prostituzione minorile, che punisce l’adulto che quei rapporti sessuali ha preteso.
Ma tutto questo potrebbe essere un’inutile esercitazione. Nessuno per ora è in grado di dire se ciò che la ragazza racconta sia la verità. Le verifiche, delicate e difficili, sono in corso.
di Gianni Barbacetto da I giornalieri
Ruby fatta passare per la nipote di Hosni Mubarak dalla Presidenza del Consiglio?
Dall’articolo di Giuseppe D’Avanzo riportato nei commenti …
La presidenza del Consiglio da Roma dice agli agenti del commissariato di lasciare andare subito la ragazza, pare che questa qui sia la nipote di Mubarak, non ci vogliono né fotografie, né relazioni di servizio. Tutti adesso guardano la ragazza. “E chi è Mubarak?”, chiede un agente. Il presidente egiziano, spiega con pazienza la funzionaria. Che intanto risponde all’ennesima telefonata del capo di gabinetto, per poi dire: forza ragazzi, facciamo presto, Ostuni ha detto a Palazzo Chigi che la ragazza è già stata mandata via …
Ruby parla del bunga bunga – Cosa è il bunga bunga
Dall’articolo di Giuseppe D’Avanzo riportato nei commenti …
Per evitare gli equivoci molesti disseminati in questi giorni, conviene dire subito che dinanzi ai pubblici ministeri Ruby esclude di aver fatto sesso con il capo del governo. Come confessa di aver mentito a Berlusconi: gli ho detto di avere ventiquattro anni e non diciassette. Nicole sapeva che ero minorenne e poi anche Lele, Lele Mora, lo ha saputo.
Ruby però racconta delle sue tre visite ad Arcore, delle feste in villa e delle decine di giovani donne famose o prive di fama – molte escort – che vi partecipano. La minorenne fa entrare negli atti giudiziari un’espressione inedita, il “bunga bunga”.
Viene chiamata in questo modo l’abitudine del padrone di casa d’invitare alcune ospiti, le più disponibili, a un dopo-cena erotico. “Silvio (lo chiamo Silvio e non Papi come gli piacerebbe essere chiamato) mi disse che quella formula – “Bunga Bunga” – l’aveva copiata da Gheddafi: è un rito del suo harem africano”.
Video esplicativi sul bunga bunga
A chi, in giro nello spazio cosmico negli ultimi giorni, si fosse sintonizzato solo adesso sulle notizie relative al tormentone nazionale del Bunga Bunga (nello spazio trasmettono solo TG1 di Minzolini e il TG4 di Fede) e volesse capire di cosa si tratta e perchè quasi tutti ne parlano, proponiamo alcuni video esplicativi.
1. bunga bunga party
2. bunga bunga song (sottotitolo “Se non stati attento vai in galera per colpa dell’a frica”)
3. bunga bunga Berlusconi remix
4. bunga bunga e la legge del contrappasso (per sterilizzarne gli effetti già si pensa ad un lodo all’ano)
Quando e dove nasce il bunga bunga
Il Bunga bunga ha già fatto la sua apparizione nell’intreccio gossip-politica in cui è avvinghiato il nostro Belpaese. E il rituale erotico del bunga bunga? «È una semplice barzelletta, peraltro nota».
«Bunga Bunga? Di queste cose non so nulla, il salotto lo chiamavano così. C’è un salotto a Villa San Martino con un bar, dove ci si sedeva, si beveva qualcosa, qualche volta c’era la musica». Ma «bunga bunga non so cosa sia», dice Emilio Fede, che poi ricorda: «È una semplice barzelletta, peraltro nota».
Infatti nell’aprile del 2009 a parlarne ad un giornalista del Corriere del Mezzogiorno è nientemeno che Noemi Letizia, colei che dava del «papi» a Berlusconi: Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?
«Capezzone e Bondi vanno in Africa in missione, inviati da Silvio Berlusconi. Finiscono su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni nemica di Gheddafi – rispondeva la biondina di Portici – Il capo tribù interpella Capezzone e gli propone: ‘‘Vuoi morire o Bunga-bunga?’’. Capezzone, senza pensarci su sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene violentato. Il ministro Bondi, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima un pò di bunga bunga e poi morire».
Anche Sandro Bondi chiede informazioni sul bunga bunga
Che il mistero del bunga bunga non sia stato del tutto chiarito, lo dimostra una poesia di Sandro Bondi in cui egli chiede, all’augusto Silvio, maggiori dettagli su questo rito intorno al quale l’Italia intera si interroga. E certo, se un uomo di cultura come lui ignora il significato del termine bunga bunga, qualcosa di oscuro e misterioso deve esserci.
Ora bando alle chiacchiere, mettiamo da parte il trivio per far posto alle gentili muse ispiratrici. Eccovi l’ultima fatica del sommo poeta Sandro Bondi.
Non ti crucciare Augusto
non temere chi insinua cose perfide e non vere
a consolarti, a offrirti usbergo venni
Io lo so, tu non inchiappetti minorenni
Ma chi può credere a simili panzane
di te che sbavi davanti alle sottane
di te che svalvoli davanti a un par di tette
come un pischello esaurito da pugnette
Ma figuriamoci se tu, uomo maturo
pensi a come farlo venir duro
e perciò tenti le mille e mille imprese
trascurando i problemi del paese
Ma quando mai, dolcissimo padrone
tu comandato dal testosterone
che come un tossico, in crisi d’astinenza
della figa non riesci a fare senza
O tu che incurante dell’età avanzata
inebetito dal bisogno di chiavata
rastrelli ragazzette maggiorate
senza chiedergli in che anno sono nate
Che malato non resisti alle tue voglie
come dice quella stronza di tua moglie
Ma ti pare che il signore mio
che in quanto a perfezione è uguale a Dio
anzi di più perchè la sa più lunga
ha bisogno di fare il bunga bunga?
Che a dire il vero manco l’ho capito
in cosa consista questo rito
sì la mente qualche pensiero abbozza
posso presumere che sia una cosa zozza
Sai sire, sono abbastanza colto
ma nella vita non ho trombato molto
e anche in quel poco non sono stato vario
diciamo solamente il missionario
Ebbene, non celo che curiosità mi punga
sublime faro, cos’è sto bunga bunga?

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guai se silvio non ci fosse. potrebbe scendere sulla terra da un momento all’altro.
meno male che c’è. almeno possiamo sperare che se ne va prima o poi. ma cosa aspetta!!!!!!!!!!!!!!