Sciogliamo Equitalia e ci teniamo le caste? Agli italiani è stato “servito” un nuovo capro espiatorio

Parte la raccolta firme per lo scioglimento di Equitalia. On line e dal 15 Gennaio con banchetti in tutta italia

L’obiettivo è quello di raccogliere 500.000 firme come minimo, per chiedere lo scioglimento di Equitalia e la riforma della riscossione. In parlamento è stato gia’ depositato il Disegno di Legge Delega a firma del Sen. Pedica e di altri. Adesso a supporto dell’iniziativa parlamentare serve una grande mobilitazione di tutti gli italiani. Intanto saranno organizzati banchetti in tutta Italia, ma da subito è possibile firmare su www.firmiamo.it cercando la petizione “Liberati di Equitalia – Mettici la firma”.

Quanta ipocrisia, retorica, populismo ed irresponsabilità negli ultimi tempi sull’argomento Equitalia. Mi spiace che indebitati.it, il sito con il quale collaboro, si sia accodato al gregge.

Perchè diciamocelo francamente: Equitalia è uno strumento utilissimo ed insostituibile nella lotta al fenomeno dilagante ed ormai intollerabile dell’evasione fiscale. La prima grande ingiustizia sociale di cui dovremmo veramente preoccuparci, per noi e per i nostri figli.

Andrebbero, senza dubbio, smussate alcune gravi “storture”, che però dipendono solo in minima parte da Equitalia.

Tanto per fare un esempio pratico, senza restare nel vago, l’INPS e l’Agenzia delle Entrate, i veri grandi creditori, dovrebbero raggiungere un grado maggiore di efficienza. E’ innegabile che se ad un ragazzo preso a lavorare in un call center a 600 euro al mese come autonomo (a proposito un grazie a Biagi, D’Antona, Sacconi ed Ichino, esempi fulgidi di casta bipartisan) gli rifiliamo il conto di omessi o insufficienti versamenti IVA, IRAP, IRPEF e gestione separata INPS dopo ben cinque anni, quelli non riusciranno a pagare il debito accumulato pur lavorando un’intera vita. E, sarà grasso che cola, se riusciranno a lavorare quattro mesi all’anno.

Ed allora, bisognerebbe chiedersi, invece, quali sono i motivi per cui nessuno sorveglia sui cosìddetti contratti di lavoro atipici. Imprenditori impuniti, che si servono di prestazioni di lavoro continuative e coordinate camuffandole come prestazioni di lavoro autonomo. Speculando sulla pelle di una gioventù disperata, carne da macello senza diritti, e lucrando così i lauti profitti da portare all’estero e far poi rientrare protetti dall’anonimato dell’ennesimo scudo fiscale, offerto su un piatto d’argento dal solito governo compiacente. E piangono invocando la crisi: quella per cui sono costretti ad evadere il 20% in meno dell’anno precedente.

E, mi domando se a soffiare sul fuoco non siano proprio coloro che trarrebbero giovamento dalla auspicata liquidazione di Equitalia. Un fastidio in meno, per evadere di più.

Hanno concesso a Befera, Mastrapasqua e Cuccagna bonus sui risultati di esazione conseguiti da Equitalia più alti di quelli già generosissimi distribuiti in USA ai massimi dirigenti di Goldman, per il solo merito di aver riempito il mondo di titoli spazzatura.

Non riescono a scrivere una legge su pignoramento ed esecuzione esattoriale che non si contraddica con quelle precedenti. Sulle interpretazioni “autentiche” le sezioni di Cassazione non hanno alcuna remora a definire bianco ciò che ieri hanno detto fosse nero.

Quale risultato ci si poteva aspettare?

Adesso ce la prendiamo con Equitalia. Ed i politici ed i loro finanziatori occulti, soffiano sul fuoco avendo ben compreso di aver trovato un facile capro espiatorio da rifilare al popolo bue, distogliendolo da quello che dovrebbe essere il vero obiettivo: le caste.

Ma l’IRAP, tassa iniqua che pur non essendo stata abolita, in alcune situazioni nemmeno l’Agenzia delle Entrate ha più il coraggio di esigere, chi deve abolirla, Equitalia?

La pressione fiscale chi ha il compito di ricondurla in limiti accettabili e compatibili con la qualità dei servizi erogati dallo Stato. Equitalia?

Non sarebbe più semplice accentuare le sanzioni a carico del responsabile del procedimento che iscrive ipoteca o dispone il fermo amministrativo quando la legge non lo consente? O tagliare i bonus e mandare a casa i vertici (spesso raccomandati da questo o quel politico, o nominati in base al Cencelli) quando inondano l’Italia di cartelle pazze? Non sarebbe più logico e sensato punire i funzionari di Agenzia delle Entrate ed INPS quando richiedono tributi e contributi non dovuti?

Una cosa è riformare, un’altra liquidare. Gli abusi, le prepotenze, le inefficienze devono essere evitate e punite dal legislatore, non tout-court scatenando un processo di piazza. Altri, a mio avviso, andrebbero messi alla gogna.

Se le cricche imperversano sfregandosi le mani alla prima calamità naturale che ci affligge; se i Lavitola rappresentano l’Italia all’estero e nessuno sa perchè e per come; se anni fa ci scandalizzavamo e sdegnavamo per la P2 e domani la P5 sarà solo un fatto di cronaca a cui riservare un trafiletto in quinta pagina; se battone e prostitute, uomini d’affari ed avvocati conto terzi, malavitosi e condannati affollano quell’aula sempre più sorda e grigia che è il nostro parlamento, in cui non riusciamo ad imbucare un, e dico un, rappresentante eletto da noi e non scelto dai ras di partito; vogliamo prendercela con Equitalia? La colpa di questo sfascio desolante è sua? Se la risposta è sì, allora firmate pure.

Tolta di mezzo Equitalia, ci dica il sen. Stefano Pedica con chi contrasterà l’evasione fiscale: con i suoi ex colleghi Scilipoti e Razzi (manco a dirlo, sarebbe forse il caso di occuparsi un pò anche della selezione dei candidati all’interno dell’Italia dei Valori) con le Minetti, le Carfagna, i Papa, i Cosentino, i Dell’Utri, i Penati?

In questi ultimi anni abbiamo assistito a lucide e consapevoli distorsioni della realtà. Almeno questa, non potremo attribuirla a Silvio Berlusconi. Lui non c’è più, ma la ricreazione continua …

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  • Annapaola Ferri 11 maggio 2012 at 15:52

    C’era davvero bisogno che il sistema Equitalia diventasse un’emergenza nazionale per cominciare a domandarsi cosa davvero non funziona nel sistema di riscossione fiscale e, soprattutto, nei modi in cui viene condotta la lotta all’evasione? C’era la necessità di veder scorrere, come un bollettino di guerra quotidiano, un’angosciante sequenza di morti senza più speranza nel futuro per riuscire a far sentire le voci di un disagio che la crisi economica ha reso ancor più angosciante e disperato?

    Adesso che il dramma sociale è conclamato e che il meccanismo infernale messo in atto da Equitalia sembra sfuggito di mano anche a chi lo muove, si assiste con sbogottimento ad una classe politica che gioca allo scarico di responsabilità senza trovare il coraggio di ammettere errori e intervenire con urgenza per cambiare in corsa le regole mettendo un freno ai suicidi. Il tutto mentre la protesta sale e si alimenta, con la vita di impiegati e funzionari delle filiali di Equitalia nel mirino dei disperati, in una guerra tra poveri che rende tutti vittime innocenti di una morsa creata dall’eccesso di zelo di dirigenti del fisco, sempre troppo in carriera, e da un governo incapace di prendere decisioni coraggiose cambiando rotta.

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