Regione Toscana: protocollo d'intesa con le banche per prestito agli studenti

È stato finalmente firmato un protocollo di intesa tra Regione Toscana e banche per istituire un fondo di oltre 700 milioni per garantire il credito degli universitari. L’iniziativa è rivolta a quegli studenti che frequentano gli atenei toscani, ma non possiedono i requisiti per accedere alle borse di studio. Con questo accordo saranno dunque accessibili nuove forme di credito agevolato, da utilizzare in maniera flessibile, sia nelle modalità che nei tempi, per fare fronte ai costi dell’istruzione universitaria. Il prestito, operativo fin da subito, potrà aiutare circa 600 studenti.

A beneficiare del prestito possono essere tutti gli studenti universitari che frequentano le Università della Toscana e che risultino iscritti al terzo anno di una laurea triennale, agli ultimi tre anni di una laurea specialistica a ciclo unico, a corsi di specializzazione (con l’eccezione dell’area medica), a dottorati di ricerca, al terzo e quarto anno del corso di scienza della formazione primaria dell’Università di Firenze.

Per accedere al prestito gli studenti devono avere alcuni requisiti di reddito e di merito: attestare un valore ISEE (indicatore situazione economica equivalente) del nucleo familiare e non superiore a 40 mila euro e possedere i requisiti richiesti per le borse di studio (ottenere un numero minimo di crediti secondo l’anno di iscrizione, non essere fuori corso, ecc).
Le domande devono essere presentate all’Azienda regionale per il diritto allo studio di riferimento che, verificato il possesso dei requisiti degli aspiranti beneficiari, approva la graduatoria e la comunica all’Artea e alle banche che aderiscono al progetto.

L’assessore all’istruzione Gianfranco Simoncini spiega: «Si tratta di uno strumento in più che si affianca a quelli più tradizionali delle borse e di studio, dei contributi per alloggi, mense e trasporti, per ampliare le opportunità degli studenti di proseguire nel percorso universitario e scongiurare gli abbandoni, ancora elevati in questo percorso di studi».

da ProntoConsumatore.it



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20 ottobre 2008 alle 4:51 am

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