Recupero crediti per multe a cittadini stranieri – gli accordi di reciprocità non funzionano

Questi turisti hanno troppa fretta di godersi le bellezze dello Stivale, e non ci pensano su due volte ad abbandonare la propria auto un po’ come viene: in rigoroso divieto di sosta, in doppia-tripla fila, a cavallo dei marciapiedi, sulle strisce gialle e blu. Poi c’è il lavoratore d’oltralpe in servizio a Milano o a Roma, che puntualmente «dimentica» le quattro ruote prese a noleggio sugli attraversamenti zebrati e continua pure a circolare indisturbato su corsie preferenziali, zone a traffico limitato e isole pedonali. E chi alza il gomito. Insomma una pacchia, per europei ed extracomunitari, mettersi alla guida di una macchina con targa straniera. A meno che non sia beccato in flagranza a trasgredire il codice della strada – caso in cui è previsto il pagamento immediato del minimo della sanzione ovvero, in alternativa, una «cauzione» o una cifra pari alla metà della sanzione massima, pena il fermo amministrativo del veicolo – lo straniero può star (quasi) certo di rimanere impunito. E tornarsene tranquillamente in patria con i verbali dei vigili sul cruscotto, a mo’ di souvenir d’Italie.

Un grattacapo non indifferente per gli oltre 8mila Comuni italiani, nei cui bilanci gli introiti da multe agli automobilisti sono cresciuti del 52 per cento in quattro anni. A Roma lo scherzetto delle multe non riscosse comporta un danno annuale di un milione di euro almeno; a Milano, ticket d’ingresso in centro a parte, una stima di 600 multe a settimana per sole infrazioni ai divieti di sosta: in 365 giorni per 36 euro fanno un milione e 123mila euro. Nel Nord-Est, intanto, i 13 capoluoghi di Veneto e Friuli hanno già accumulato un «rosso» da un milione di euro da recuperare all’estero.

Come? La procedura vuole, per gli Stati membri dell’Ue e aderenti agli accordi di reciprocità sullo Spazio economico europeo, l’invio dei verbali da parte delle polizie locali nei paesi di residenza degli automobilisti multati, in modo da risalire attraverso la targa ai dati dell’intestatario. Un’operazione per nulla agevole: le richieste di accertamento si perdono nel tunnel della burocrazia internazionale (risposte mancate, errori di traduzione, protezioni di fatto) e finiscono carta straccia. Qualche esempio? A Gorizia 170mila euro persi per colpa delle autorità slovene, che non rilasciano i dati degli automobilisti indisciplinati se non in caso di incidente. Ai goriziani, se sbagliano ad accendere i fari a Nova Gorica, capita di dover pagare all’istante, se no scattano le manette.

A Riva del Garda, per arginare il fenomeno, hanno deciso di ricorrere a una società specializzata in recupero crediti all’estero. Tra i servizi offerti, anche «l’invio a domicilio di una prima lettera di “cortesia”», con cui viene comunicata al proprietario del veicolo, nella sua lingua, la sanzione commessa e le modalità di pagamento. Sullo stesso sito, l’utente può visionare il verbale, consultare le normative italiane e raccogliere informazioni. Se ha ancora dubbi, gli viene dato ascolto.

Magari gli altri si comportassero allo stesso modo con noi. In Francia, Portogallo, Belgio, Polonia e Repubblica ceca è la polizia a imporre di saldare in loco il debito amministrativo. In Svizzera, se un cittadino straniero si sottrae alla contestazione immediata di un limite di velocità superato, nel giro di pochi mesi dallo scatto dell’autovelox, al tribunale italiano competente arriva la richiesta di interrogare il titolare dell’automobile. Con «l’invito» a versare al più presto il denaro. Altrimenti il codice locale stabilisce pene fino a tre anni, oltre al divieto di reingresso per 5 anni sul territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. E noi come rispondiamo? Il conducente del Suv con targa elvetica che, per una manovra non autorizzata, nel febbraio scorso a Milano ha provocato lo scontro – con un morto e venti feriti – tra un tram e un bus davanti al palazzo di giustizia, aveva già un centinaio di multe sul groppone. Già, noi lasciamo correre

di Giacomo Susca

da Il Giornale

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20 agosto 2008 alle 3:41 am

Classificato in fatti in ... debiti

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  • mario 20 agosto 2010 at 13:14

    in Costa Azzurra (saint.maxime) ho preso una multa per divieto di sosta.Purtoppo no ho potuto pagarla in Francia causa partenza per l’Italia.Ho in mio possesso la multa dove devo pagare?

    • cocco bill 20 agosto 2010 at 18:07

      Salve Mario, e benvenuto fra i multati italiani in terra straniera. Il suo quesito andrebbe inserito nella sezione “multe e ricorsi” di questo forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è ovviamente necessaria per poter ottenere risposta.

      Lei potrà inserire il suo quesito e leggere la risposta dei consulenti anche come semplice ospite visitatore, non registrato. Tenga anche conto che – a causa del periodo estivo – dovrà pazientare un pò prima di ottenere risposta dall’esperto.

      A rileggerla presto nel forum.

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