Recupero crediti cessione e due diligence
Il ruolo della Due Diligence ha oggi un’incidenza trasversale sui principali processi riferiti ai crediti nel bilancio di qualsiasi azienda.
Ma cos’è la Due Diligence?
Due Diligence, letteralmente definibile come “dovuta diligenza o “attenzione particolare” o “cura scrupolosa” o come ampliamente la definiscono gli anglosassoni “financial investigation”, non è altro che un rapporto chiaro e dettagliato circa una fattispecie di crediti, fermo restando che si parli di Due Diligence in ambito di bilanci aziendali.
La Due Diligence deve essere intesa, in un’ottica di bilancio o soprattutto nella fase antecedente ad una cessione dei crediti, come importante processo di analisi finalizzato all’inquadramento dello stato di fatto e di diritto di un credito o di una posizione finanziaria, oggetto di possibile cessione o messa a perdita, ai fini della piena e conforme cedibilità o, più semplicemente, della sua gestione attiva nel tempo.
La Due Diligence applicata alle transazioni dei crediti più o meno esigibili presenti in bilancio, diventa una sorta di assicurazione in tutti gli aspetti della successiva operazione di cessione, per poi consentire la predisposizione di un business plan completo a supporto della reale valutazione economica dello scoperto aziendale.
La procedura per redigere correttamente una Due Diligence si può essenzialmente dividere in 2 fasi:
La prima fase è un attento esame delle informazioni disponibili attraverso un’analisi della documentazione in essere o ricevuta da una società di recupero, che ha “lavorato” i crediti; questa fase è tesa ad individuare consistenza e validità del corpus economico di un credito ed è come una prima istanza di “riconciliazione” dei dati civilistici con quelli gestionali, evitando che le singole forme di analisi possano in qualche modo non trovare la corretta interrelazione funzionale.
La seconda fase è la valutazione degli esiti dell’analisi precedente alla luce di un’ accurata ispezione dell’attuale bilancio aziendale o del gruppo, con lo scopo di avere una stima reale dei costi necessari per l’eliminazione dal bilancio, o la continuità in bilancio, di un credito, o di un pacchetto di crediti; lo scopo di questa procedura sarà anche quello di dare un supporto decisionale per continuare o meno azioni legali, che possono anche essere già in corso, permettendo di normalizzare i risultati economici, eliminare l’effetto fuorviante di eventi non ricorrenti o eccezionali, con lo scopo finale di ottenere una normalizzazione del reddito, ma soprattutto dei flussi di cassa operativi.
In sintesi la Due Diligence è uno strumento di determinazione del credito già insoluto, che deve essere redatta secondo la normativa vigente, ed ha come scopo permettere una valutazione reale e oggettiva del portafoglio crediti, su una base trasparente e coerente dell’attuale status dei debitori, in modo da essere anche un’eccellente base per riconfigurare i processi e implementare una gestione integrata del rischio stesso, anche sui nuovi crediti.
La Due Diligence è da utilizzarsi anche come un’ulteriore prova d’accertata inesigibilità, di crediti da mettere poi autonomamente a perdita, secondo la Risoluzione Ministeriale n°09/124 del 08/1976.
fonte Recupero Credito veneto
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