Prescrizione decadenza – tempi di conservazione per bollette, attestati e ricevute di pagamento
Almeno cinque anni, prima di cestinare una multa. Altrettanti dovrebbero passare prima di riservare lo stesso trattamento a quelle ricevute che, ammassate in tanti fascicoli in un mobile dello studio, possono dimostrare l’avvenuto pagamento di una tassa. Tempi tecnici per evitare di pagare due volte la stessa contravvenzione, nel primo caso, o per scongiurare l’arrivo di cartelle di pagamento per tributi già pagati, le cosiddette «cartelle pazze».
Ci sono documenti che, pur non soggetti a obbligo di conservazione, è comunque bene tenere nel cassetto: dal libretto di lavoro alle lettere di assunzione, di licenziamento o di dimissioni; dalle buste paga agli atti di matrimonio, di separazione e di divorzio, ai contratti di affitto registrati; dagli atti notarili di compravendita alle visure catastali dei terreni e dei fabbricati. E poi ancora i contributi previdenziali Inps o delle casse di previdenza, le sentenze di tribunale, perfino i risultati degli esami medici.
L’esempio fiscale
Per comprendere quanto certi tempi di conservazione siano rilevanti è opportuno fare riferimento all’ambito fiscale. Con l’avvertenza che, per il pagamento di alcuni tributi – le imposte sui redditi, l’Iva e l’Ici, ad esempio – è bene prolungare di due anni il tempo previsto per la loro conservazione, considerato che spesso vengono prorogati i termini per il relativo controllo.
Per i contribuenti che non si sono avvalsi delle sanatorie previste dalla legge 289/2002 (Finanziaria 2003) i termini per l’accertamento, di cui ai Dpr 600/73 e 633/72, sono stati prorogati di due anni.
A partire dall’anno 2003 siapplicano i normali termini di accertamento. Gli avvisi di accertamento vanno notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
In caso di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento può essere notificato fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Il 31 dicembre 2008 è dunque scaduto il termine per l’accertamento nei confronti dei contribuenti che avevano presentato nei termini, nell’anno 2004, la dichiarazione dei redditi, dell’Iva o dell’Irap, modello Unico 2004 compreso. Per le dichiarazioni relative all’anno 2008, da presentare nel 2009, i termini per l’accertamento scadranno il 31 dicembre 2013.
Le cartelle di pagamento
Sono diversi i termini di scadenza previsti, a pena di decadenza, per la notifica delle cartelle di pagamento. L’agente della riscossione, infatti, notifica la cartella al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:
• del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, o a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che sono dovute a seguito dell’attività di liquidazione automatizzata (Dpr 600/73);
• del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che sono dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dal Dpr 600/73;
• del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio.
Crediti tributari
Per i crediti tributari si applica la prescrizione ordinaria decennale dalla data di iscrizione a ruolo. In tema di rimborsi delle imposte dirette, le imposte pagate in più, che risultano dalle dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997 (Irpef e Irpeg), vanno rimborsate ai contribuenti, senza tenere conto del limite decennale di prescrizione (legge 350/2003).
Contravvenzioni
Un altro campo nevralgico è quello delle multe. Le ricevute dei pagamenti per contravvenzioni stradali vanno conservate per cinque anni. Perché, spiega la sentenza 5828/2005 della Corte di cassazione, è questo il tempo necessario perché cadano in prescrizione i crediti per le sanzioni inflitte in base all’articolo 209 del Codice della strada.
di Tonino Morina
| Annunci Google |
Chiara Nicolai ti ringrazia, anche a nome dello staff, per il contributo che vorrai fornire alla visibilità di indebitati.it
Se hai una account Facebook, segnala che ti piace la pagina di indebitati.it
Se disponi di un account Google+, condividi la pagina di indebitati.it 
Pubblica il post su Facebook o invialo ai tuoi amici
Se l'articolo ti e' sembrato utile, consiglialo e condividilo su Google+
Se vuoi restare aggiornato sui contenuti del blog, iscriviti al feed degli articoli di indebitati.it 
Da Chiara Nicolai e dallo staff un invito a condividere questo articolo anche su Tumblr 
Se non hai trovato cio' che cercavi nel blog di indebitati.it, accetta un paio di consigli da Chiara Nicolai e dallo staff
Se non hai trovato cio' che cercavi, prova ad insistere, utilizzando la casella Google di ricerca personalizzata per il forum e per il blog, posizionata qui sotto.
Inserisci la parola o la frase chiave nella casella di ricerca e seleziona fra le seguenti opzioni:
- indebitati.it - per cercare anche le guide, le istruzioni, gli articoli che affrontano gli argomenti relativi alla chiave da te inserita;
- domande - per effettuare la ricerca delle domande gia' poste e correlate alla chiave da te inserita;
- risposte - per ottenere le riposte fornite dagli esperti in relazione alla chiave da te inserita;
Oppure, effettua la ricerca di argomenti che potrebbero rispondere alle tue esigenze di informazione, servendoti dei tag del
forum e del
blog. Apri le pagine linkate e clicca sul tag di interesse. Verranno cosi' selezionati gli articoli del blog nonche' le domande e le relative risposte del forum classificate con il tag che hai cliccato.
Puoi anche dare uno sguardo agli articoli correlati a quello che hai appena letto e che trovi elencati qui sotto, nella sezione "Una lista di articoli in cui potresti trovare altre informazioni utili". Bastera' un click sul titolo. Ti auguro una proficua lettura!
| Annunci Google |
Chiara Nicolai ti suggerisce la lettura degli articoli che seguono, in cui potresti trovare altre informazioni a te utili
- Prescrizione e decadenza dei diritti – uno scadenzario per il debitore La prescrizione La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.). La decadenza La decadenza consiste nella perdita della possibilita’ di esercitare un diritto per il mancato esercizio in...
- Separazione – la prescrizione quinquennale riguarda il rateo mensile non il mantenimento In materia di separazione e divorzio, la prescrizione quinquennale non riguarda il diritto al mantenimento. La prescrizione riguarda, invece, la singola rata dovuta ogni mese, in cinque anni dalla scadenza. Il diritto all’assegno divorzile ed il diritto all’assegno di mantenimento sono imprescrittibili. Ciò che si prescrive sono, è bene ribadirlo,...
- Prescrizione dei debiti – cartelle esattoriali multe tasse e poco altro I creditori – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere un qualsiasi pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per prescrizione e nessuno potrà più pretenderne il...
- Prescrizione dei debiti – tempi di conservazione per documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini Perché conservare la “prova” di un pagamento? Documenti fiscali , ricevute, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare l’avvenuto pagamento. Non farlo ci esporebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi e more. Ma quanto a lungo dobbiamo...
- Prescrizione delle fatture commerciali Il termine di prescrizione per le fatture commerciali è di cinque anni dall’emissione Si possono certamente richiedere gli interessi. Per il loro calcolo, se c’è un contratto scritto possono essere previsti convenzionalmente (nei limiti della L. 108/96). Se non c’è un contratto, ed il rapporto è fra imprese, si applica...
- Prescrizione delle parcelle dei professionisti La prescrizione delle parcelle dei professionisti (notai, avvocati e commercialisti, etc.) è triennale (art. 2956 e 2957 c.c.). Il termine decorre, in generale, dalla prestazione. Per gli avvocati puo’ decorrere dalla sentenza passata in giudicato, dall’accordo conciliativo o dalla revoca del mandato. Per gli altri professionisti la prescrizione decorre dalla...
- Prescrizione dei crediti di lavoro I diritti dei lavoratori (retribuzione, tfr, risarcimento per mancato versamento dei contributi, etc.) vanno esercitati entro certi termini di prescrizione, altrimenti si estinguono Il lavoratore deve agire per la tutela dei propri diritti entro determinati temini di prescrizione, stabiliti dalla legge. Se il lavoratore rimane inerte, una volta decorso il...
- La prescrizione delle spese di giustizia Il termine di prescrizione delle spese processuali è quello ordinario di cui all’art. 2946 c.c., vale a dire dieci anni dalla data in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque, dalla data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo – come stabilito al...
- Debiti – guida di sopravvivenza per debitori assediati Dopo l’ampio riscontro di letture registrato per l’articolo titolato “Come non pagare tutto il debito e vivere sereni”, ho deciso di scrivere questo seconda guida di sopravvivenza per il debitore assediato (oggi più di ieri) dalle società di recupero crediti. Può sembrare un paradosso, ma una delle armi di difesa...
- Accordo a saldo e stralcio – come “incastrare” la società di recupero crediti Il contenzioso in materia di contratti bancari e/o finanziari è problema di grande rilievo e tale da costituire gran parte della materia sottoposta all’esame delle Autorità giudiziarie. Non sempre, però, può risultare premiante per il creditore adire l’Autorità Giudiziaria per il recupero del credito; sia per la nota lungaggine del...


salve , mi è arrivato la differenza ici del 2003 da pagare 178 € e anche già pagato , chiedo se e giusto che dovevo pagare dopo 8 anni , cosa posso fare adesso ? posso richiedere i 178 € indietro ? grazie della vostra risposta
Ciao Franco. Il tuo quesito andrebbe riproposto nella sezione “tasse e cartelle esattoriali” del forum di indebitati.it.
La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è necessaria per poter ottenere risposta. Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.