Nucleo familiare ISEE – criteri unificati per la valutazione della situazione economica equivalente
“Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell’articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449″ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 1998
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 5, 76, 87, 117, 118 e 128 della Costituzione;
Visto l’articolo 59, commi 51, 52 e 53 della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 13 febbraio 1998;
Acquisito il parere delle commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei deputati;
Acquisito il parere della commissione Finanze del Senato della Repubblica;
Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 marzo 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri delle finanze, del lavoro e della previdenza sociale, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per la solidarieta’ sociale, di concerto con i Ministri dell’interno e della sanita’;
Emana il seguente decreto legislativo:
Art. 1. Prestazioni sociali agevolate
1. Fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre disposizioni vigenti, il presente decreto individua, in via sperimentale, criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalita’ dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche. Ai fini di tale sperimentazione le disposizioni del presente decreto si applicano alle prestazioni o servizi sociali e assistenziali, con esclusione della integrazione al minimo, della maggiorazione sociale delle pensioni, dell’assegno e della pensione sociale e di ogni altra prestazione previdenziale, nonche’ della pensione e assegno di invalidita’ civile e delle indennita’ di accompagnamento e assimilate.
2. Gli enti erogatori, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, individuano, secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti, le condizioni economiche richieste per l’accesso alle prestazioni agevolate, con possibilita’ di prevedere criteri differenziati in base alle condizioni economiche e alla composizione della famiglia, secondo le modalita’ di cui all’articolo 3. Per particolari tipologie di prestazioni a scadenza infra-annuale, gli enti erogatori possono altresi’ differire, non oltre il 31 dicembre 1998, l’attuazione della disciplina. Restano fermi i criteri di individuazione delle condizioni economiche vigenti all’entrata in vigore del presente decreto, fino al termine della loro efficacia, ove previsto.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro per la solidarieta’ sociale, il Ministro dell’interno, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ed il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sono individuate le modalita’ attuative, anche con riferimento agli ambiti di applicazione, del presente decreto. E’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 59, comma 50, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
Art. 2. Criteri per la determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente
1. La valutazione della situazione economica del richiedente e’ determinata con riferimento al nucleo familiare composto dal richiedente medesimo, dai soggetti con i quali convive e da quelli considerati a suo carico ai fini IRPEF.
2. L’indicatore della situazione economica e’ definito dalla somma dei redditi, come indicato nella parte prima della tabella 1. Tale indicatore del reddito e’ combinato con l’indicatore della situazione economica patrimoniale nel limite massimo del venti per cento dei valori patrimoniali, come definiti nella parte seconda della tabella 1.
3. L’indicatore della situazione economica equivalente e’ calcolato come rapporto tra l’indicatore di cui al comma 2 e il parametro desunto dalla scala di equivalenza definita nella tabella 2.
Art. 3. Integrazione dell’indicatore della situazione economica da parte degli enti erogatori
1. Gli enti erogatori, ai quali compete la fissazione dei requisiti per fruire di ciascuna prestazione, possono prevedere, ai sensi dell’articolo 59, comma 52, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, accanto all’indicatore della situazione economica, modalita’ integrative di valutazione, con particolare riguardo al concorso delle componenti patrimoniali mobiliari ed immobiliari.
2. Per particolari prestazioni gli enti erogatori possono, ai sensi dell’articolo 59, comma 52, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, assumere come unita’ di riferimento una composizione del nucleo familiare diversa da quella prevista dall’articolo 2, comma 1. In tal caso si applica il parametro appropriato della scala d’equivalenza di cui alla tabella 2.
3. Restano ferme le disposizioni vigenti che attribuiscono alle amministrazioni dello Stato e alle regioni la competenza a determinare criteri per l’uniformita’ di trattamento da parte di enti erogatori da esse vigilati o comunque finanziati.
Art. 4. Dichiarazione sostitutiva del richiedente
1. Il richiedente la prestazione deve presentare una dichiarazione sostitutiva, a norma della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente le informazioni necessarie per la determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente.
2. Il richiedente dichiara altresi’ di avere conoscenza che, nel caso di corresponsione della prestazione, ai sensi del comma 8, possono essere eseguiti controlli diretti ad accertare la veridicita’ delle informazioni fornite ed effettuati presso gli istituti di credito o altri intermediari finanziari, specificando a tal fine il codice identificativo degli intermediari finanziari che gestiscono il patrimonio mobiliare.
3. La dichiarazione di cui al comma 1 va presentata ai comuni o ai centri autorizzati di assistenza fiscale previsti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 413, o direttamente all’amministrazione pubblica alla quale e’ richiesta la prima prestazione.
4. I comuni, i centri di assistenza fiscale e le amministrazioni pubbliche ai quali e’ presentata la dichiarazione sostitutiva rilasciano un’attestazione provvisoria, riportante il contenuto della dichiarazione e gli elementi informativi necessari per il calcolo della situazione economica.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la solidarieta’ sociale, di concerto con il Ministro delle finanze e sentita l’Autorita’ per l’informatica nella pubblica amministrazione, sono emanate norme dirette a consentire alle amministrazioni pubbliche che erogano le prestazioni, nonche’ ai comuni ed ai centri autorizzati di assistenza fiscale, di rilasciare una certificazione, con validita’ temporalmente limitata, attestante la situazione economica dichiarata, valevole ai fini dell’accesso a tutte le prestazioni agevolate.
6. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale, di concerto con il Ministro delle finanze e sentita l’Autorita’ per l’informatica nella pubblica amministrazione, sono stabiliti i modelli-tipo e le caratteristiche informatiche della dichiarazione sostitutiva e dell’attestazione provvisoria.
7. Gli enti erogatori controllano, singolarmente o mediante un apposito servizio comune, la veridicita’ della situazione familiare dichiarata e confrontano i dati reddituali e patrimoniali dichiarati dai soggetti ammessi alle prestazioni con i dati in possesso del sistema informativo del Ministero delle finanze. A tal fine possono stipulare convenzioni con il Ministero delle finanze. L’ente erogatore provvede ad ogni adempimento conseguente alla non veridicita’ dei dati dichiarati. Le amministrazioni possono richiedere idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicita’ dei dati dichiarati, anche al fine della correzione di errori materiali o di modesta entita’.
8. Nell’ambito della direttiva annuale impartita dal Ministro delle finanze per la programmazione dell’attivita’ d’accertamento, una quota delle verifiche assegnate alla Guardia di finanza e’ riservata al controllo sostanziale della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari dei soggetti beneficiari di prestazioni, secondo criteri selettivi stabiliti dalla direttiva stessa.
Art. 5. Rapporto sullo stato d’attuazione della normativa
1. La commissione tecnica per la spesa pubblica elabora annualmente un rapporto sullo stato d’attuazione e sugli effetti derivanti dall’applicazione dei criteri di valutazione della situazione economica disciplinati dal presente decreto. A tale fine le amministrazioni e gli enti erogatori e quelli responsabili delle attivita’ di controllo delle dichiarazioni sostitutive dei richiedenti comunicano alla commissione le informazioni necessarie dirette ad accertare le modalita’ applicative, l’estensione e le caratteristiche dei beneficiari delle prestazioni e ogni altra informazione richiesta. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica trasmette il rapporto al Parlamento.
Art. 6. Disposizioni integrative e correttive
1. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto possono essere emanate, con uno o piu’ decreti legislativi, disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all’articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
2. Il trattamento dei dati di cui al presente decreto e’ svolto nel rispetto delle disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e di quelle che saranno dettate ai sensi del comma 1, anche al fine di assicurare la perdurante efficacia del sistema dei controlli.
Tabella 1 - CRITERI UNIFICATI DI VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE REDDITUALE
Parte I
La situazione economica dei soggetti appartenenti al nucleo definito dall’art. 2, comma 1, si ottiene sommando:
a) il reddito complessivo ai fini IRPEF quale risulta dall’ultima dichiarazione presentata o, in mancanza di obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, dall’ultimo certificato sostitutivo rilasciato dai datori di lavoro o da enti previdenziali; per quanto riguarda la valutazione dei redditi agrari dovra’ essere predisposta un’apposita circolare ministeriale;
b) il reddito delle attivita’ finanziarie, determinato applicando il rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro al patrimonio mobiliare definito secondo i criteri di seguito elencati.
Dalla predetta somma si detraggono L. 2.500.000 qualora il nucleo familiare risieda in abitazioni in locazione. Tale importo e’ elevato a L. 3.500.000 qualora i membri del nucleo familiare non posseggano altri immobili adibiti ad uso abitativo o residenziale nel comune di residenza.
Parte II – Definizione del patrimonio.
a) Patrimonio immobiliare: fabbricati e terreni edificabili ed agricoli intestati a persone fisiche diverse da imprese: il valore dell’imponibile definito ai fini ICI al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda, indipendentemente dal periodo di possesso nel periodo d’imposta considerato. Dalla somma dei valori cosi’ determinati si detrae l’ammontare del debito residuo al 31 dicembre dell’anno precedente per mutui contratti per l’acquisto di tali immobili.
b) Patrimonio mobiliare: l’individuazione del patrimonio mobiliare e’ effettuata indicando in un unico ammontare complessivo l’entita’ piu’ vicina tra quelle riportate negli appositi moduli predisposti dall’amministrazione. A tale fine la valutazione dell’intero patrimonio mobiliare e’ ottenuta sommando i valori mobiliari in senso stretto, le partecipazioni in societa’ non quotate e gli altri cespiti patrimoniali individuali, secondo le modalita’ che saranno definite con successiva circolare del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
Dalla somma dei valori del patrimonio immobiliare e mobiliare, determinati come sopra, si detrae, fino a concorrenza, una franchigia riferita al patrimonio di tutto il nucleo familiare, pari a L. 50.000.000. Tale franchigia e’ elevata fino a L. 70.000.000 qualora il nucleo familiare risieda in un’abitazione di proprieta’.
Tabella 2 - LA SCALA DI EQUIVALENZA
| Numero dei componenti | Parametro |
| 1 | 1,00 |
| 2 | 1,57 |
| 3 | 2,04 |
| 4 | 2,46 |
| 5 | 2,85 |
Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente.
Maggiorazione di 0,2 in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori.
Maggiorazione di 0,5 per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o di invalidita’ superiore al 66%.
Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, in cui entrambi i genitori svolgono attivita’ di lavoro e di impresa.
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salve,
vorrei un consoglio..o meglio un aiuto..
in casa mia abbiamo la residenza io, mia moglie e suo fratello..che però non abità più in questa città da oltre 2 anni.
Visto che tra poco ci nascerà un figlio, abbiamo la necessità che questa persona non risulti più nel nostro stato di famiglia.
C’è un modo x obbligarlo a cambiare residenza?
O abbiamo noi la possibilità di escluderlo=?
grazie mille
Ascolta William. Il tuo quesito va riproposto nella sezione “isee e sostegno al reddito” del nostro forum. Non nel blog.
Gli esperti li trovi nel forum.
Ciao e a rileggerti presto.