Il piano di ammortamento francese nel mutuo
Il primo post sui piani di ammortamento (lo avevo promesso) non poteva essere dedicato che al più diffuso tra i piani di ammortamento per i mutui: quello detto “alla francese”.
Il piano di ammortamento francese nei mutui può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile
Il piano di ammortamento francese può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile. La sua caratteristica principale è che, a parità di tasso, la rata rimane costante per tutta la durata dell’ammortamento.
Non ho intenzione di annoiarvi con una complicata formula di matematica finanziaria (che comunque è disponibile per gli appassionati in una completa – e complessa – trattazione su wikipedia), perciò utilizzerò esempi finanziariamente scorretti, ma che costituiscono una semplificazione efficace a sfatare il primo e più diffuso mito che circonda questo piano di rimborso: “Si pagano prima tutti gli interessi, poi si restituisce il capitale”. Semplicemente questo NON è vero.
Il piano di ammortamento francese nei mutui a tasso fisso
Facciamo 1000 il capitale da restituire… e ipotizziamo un tasso di interesse “x”%; mensilmente il tasso di interesse “x”, diviso 12, e con tutto il mio capitale residuo da restituire, la quota interessi che io devo per quel mese sia 9. La prima rata, quindi sarà composta da 9 di interessi e, ipotizziamo, 1 di capitale: la rata del primo mese sarà 10.
La rata successiva, il mese dopo calcolerà gli interessi non più su 1000 (1 l’abbiamo restituito) ma su 999. Di conseguenza la mia quota interessi, su un capitale più basso, sarà di (per esempio: non calcolatemi TAN e TAEG, perché sto andando a fantasia) 8,9, anziché di 9 come la prima. Poiché il piano di ammortamento è “a rate costanti” (a parità di tasso di interesse, non dimentichiamolo), la quota di capitale restituita questo mese sarà 1,1 (1,1 + 8,9 = 10). La rata sarà ancora 10, il capitale residuo a questo punto sarà di 997,9 (1,1 lo abbiamo restituito con questa rata). Con la rata successiva, la terza, gli interessi verranno calcolati su un capitale residuo più basso…
Quindi la quota di interessi sarà più bassa, quindi la quota di capitale rimborsato si innalzerà ancora di un poco… E così via fino alla fine dell’ammortamento: in questo esercizio, però, il debitore paga esattamente gli interessi che deve sul capitale residuo a quel momento: NON li anticipa. È il lento decrescere del capitale da rimborsare che farà sì che la nel tempo la quota interessi diminuisca.
Tutto questo funziona perfettamente con il tasso fisso per tutta la durata del mutuo: il tasso applicato è sempre lo stesso e la rata non cambia. E nel caso di tasso variabile… Come funziona?
Il piano di ammortamento francese nei mutui a tasso variabile
Funziona così (per la stragrande maggioranza delle banche): all’inizio del mutuo viene stilato l’intero piano di ammortamento con le quote di capitale calcolate al tasso iniziale per tutta la durata del mutuo. Quella parte (la quota capitale) resta invariata, ma nel calcolo di 1/12 del tasso di interesse annuale, viene di volta in volta applicato il tasso di interesse “nuovo”, variato al variare del tasso di riferimento.
Questo influisce sul variare della rata, ovviamente, ma ha il vantaggio che in base al piano di ammortamento iniziale, il mutuatario sia sempre in grado di stabilire a quanto ammonta ancora il capitale residuo. L’alternativa, poco praticata, è considerare, ad ogni variazione del tasso di interesse, come “nuovo capitale” il capitale residuo, “nuova durata” la durata residua (iniziando con vent’anni, diventa 19 anni e 11 mesi dopo la prima rata) e ricostruire il piano diammortamento con il nuovo tasso, ogni volta.
Inserendo in un qualsiasi motore di ricerca in internet la chiave “calcolo piano ammortamento francese”, si ottiene facilemtne una pagina internet che con pochi dati fornisce un effettivo piano di ammortamento (con la stessa formula che usa la vostra banca. Seguiranno altri post con ulteriori piani di rimborso.
Per porre una domanda sul piano di ammortamento francese nei mutui, sul contratto di mutuo in generale, sulle tipologie di mutuo, sulle normative vigenti in tema di mutuo ipotecario, clicca qui.
Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!
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Mutui, un piano di ammortamento non vale l’altro. La stragrande maggioranza (il 99%) dei piani di rimborso applicati dalle banche che operano in Italia sono “alla francese”. Come funzionano? La rata (a parità di tasso) è costante. A dettar legge è la quota interessi che varia in base al tasso di periodo conteggiato sul debito residuo. Dato che nella parte iniziale del mutuo il debito residuo è alto la quota interessi è cospicua e, pertanto, nettamente superiore rispetto alla quota capitale.
L’effetto finale è che all’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l’ammontare degli interessi diminuisce (perché diminuisce il debito residuo su cui viene conteggiata) e la quota capitale aumenta. La modalità di calcolo degli interessi ha una conseguenza importante: eventuali rialzi dei tassi, se avvengono nelle rate finali del rimborso, hanno sulle tasche del mutuatario un impatto poco rilevante, perché ormai il debito residuo è ridotto.
Detto ciò, va precisato che non esiste un unico modello di piano di ammortamento alla francese. Ma ve ne sono due, con effetti importanti, per un mutuo a tasso variabile, sul pagamento degli interessi e sulla volatilità della rata: il piano classico e quello modificato.
Piano classico – Nel primo modello, utilizzato fra i vari istituti da UniCredit, CheBanca (a parte per il mutuo variabile con cap, ndr) e Cariparma, ogni mese al variare del tasso viene ricalcolato il piano di ammortamento. Cambiano quindi quota capitale e quota interessi.
Pano modificato – nel secondo, utilizzato da Bnl, Ing direct, Barclays e Intesa Sanpaolo, le quote capitale sono determinate per tutta la durata sul tasso iniziale; sono pertanto congelate e sulle stesse si sommano le quote interessi calcolate con il tasso di periodo».
La differenza? Il primo modello, tendendo a una normalizzazione delle rate, offre il vantaggio di una rata meno volatile. Con il secondo, però, ai tassi attuali e ipotizzando che nei prossimi anni l’Euribor oscilli tra l’1 e il 5%, si otterrebbe un risparmio sul totale interessi tra il 3 e il 5 per cento.
Lo svantaggio? Si rischia di incappare in una variazione eccessiva delle rate in alcuni periodi tale da rischiare di scompaginare il budget familiare.