Mutui – come difendersi dalle banche

Molto spesso mi vengono poste domande relative a quello che le banche “possono” o “non possono” fare. Se da una parte qualche volta le banche “possono” (per esempio possono richiederti qualsiasi documento salti loro in mente, prima di concederti un mutuo, fosse anche l’esame dei trigliceridi o una raccomandazione del papa) dall’altra parte spesso gli sportellisiti, o i “consulenti” interni alle banche approfittano della sostanziale carenza di educazione finanziaria del pubblico per “far passare” informazioni inadeguate, quando non terroristiche (in senso figurato, intendiamoci) per mantenere un cliente che vuole lasciarle, o mantenere condizioni svantaggiose ad un cliente che ne chiede il miglioramento. Talvolta facendosi vera e propria beffa della legislazione in vigore e degli accordi interbancari. Questo NON POSSONO farlo! Chiariamo anche che le banche sono soggetti privati, che devono rispondere ai loro azionisti del profitto che generano o non generano, e che sono lì per fare i loro interessi, non i vostri (salvo quando coincidono). Però i loro interessi devono farli senza prendere in giro nessuno: con trasparenza ed etica. Su questo è giusto e doveroso essere intransigenti.

Per questa ragione ho deciso di stilare un piccolo “manuale di autodifesa dell’ignaro utente di fronte al funzionario di banca nella trattativa per un mutuo.

Rimando ai precedenti post (e a quelli che seguiranno) sull’educazione finanziaria, e sulle scelte possibili in fatto di mutui, la trattazione dei singoli argomenti specifici, e cercherò di fornire qui solo alcune “regole generali” che permettano di non ritrovarsi “in soggezione”.

Parto con un esempio di cattivo costume senza citare il nome della banca (lasciate che eviti le querele, non posso provare nulla e non ho soldi da spendere in avvocati), ma in tutti e tre i casi simili di cui sono venuto a conoscenza si trattava della stessa banca (troppo per essere una semplice coincidenza). Un mutuo l’ho sostituito io; altri due, due miei colleghi (della banca con cui lavoravo allora).

Mutui a tasso variabile presentati come mutui con piano di ammortamento a rata costante

Una coppia con bimbo piccolo va a chiedere un mutuo alla banca BBB (Banca Bassotti Bidon). Essendo timorosi di rialzo dei tassi, ma essendo ancora un momento in cui c’era una bella differenza nella rata tra tasso fisso e tasso variabile, chiedono se sia possibile avere un mutuo variabile “a rata costante” (ne parlerò presto, intanto lo trovate spiegato a grandi linee qui).

L’impiegato non fa una piega, fa invece un preventivo “a penna” su carta non intestata, rilascia l’elenco di documenti da presentare, fa altri due conti “a mano”, dice che non dovrebbero esserci problemi ad approvare il loro mutuo e, dopo avere messo l’importo del mutuo e la durata e qualche altro numerello in un computer, stampa un piano di ammortamento su cui campeggia la scritta PIANO DI AMMORTAMENTO A RATA COSTANTE.

I due giovani tornano a casa contenti, preparano i documenti, li consegnano alla banca, restano in trepida attesa qualche giorno, ricevono con gioia la notizia che il mutuo è stato approvato, vanno dal notaio, NON ASCOLTANO il notaio che legge tutto il noiosissimo atto di mutuo, rogitano ed entrano felici nella loro nuova casa. Poi i tassi di interesse cominciano ad aumentare e con essi la loro rata (che già prima aveva avuto piccole variazioni poco significative di pochi euro, alle quali non avevano dato importanza).

A questo punto vanno a chiedere informazioni alla banca, con il loro atto di mutuo in mano, sul come mai la rata cambi in un mutuo “a rata costante” e scoprono di avere firmato un mutuo a tasso variabile “classico”.

Furibondi, chiedono come mai sul piano di ammortamento c’è scritto “A RATA COSTANTE” e viene loro risposto che il piano di ammortamento francese è conosciuto come piano di ammortamento “a rata costante” (a parità di tasso di interesse, però; se varia questo, varia anche la rata).

Parlavo di TRE casi, il secondo l’ho conosciuto a Milano, in una filiale della banca per cui lavoravo allora (da esterno, ero in filiale solo per recuperare dei fax che mi ero fatto spedire lì per comodità), entra una ragazza e chiede se può avere informazioni.

La riceve un collega dipendente della banca e lei quasi si mette a piangere sulla sua scrivania raccontando di aver chiesto alla banca BBB (la stessa di prima) un mutuo a tasso variabile e rata costante (ma guarda un po’) e che loro si erano presentati all’atto con un mutuo a tasso variabile “classico”.

Lei se ne era accorta, ma con lì il notaio, i venditori e tutto il resto; alla domanda del notaio se a fronte della differenza tra quanto pattuito e ciò che a quel punto aveva davanti voleva rinunciare all’operazione non si era sentita di mandare tutto a monte. Solo che a quel punto (tassi di interessi cresciuti di un po’), era strozzata dalla rata: non arrivava a fine mese nemmeno rinunciando a tutto il superfluo.

Ultimo caso, in filiale a Torino (riunione dell’area Piemonte); sento un collega parlare di una sostituzione perché una banca avendo parlato di variabile a rata costante si è presentata all’atto con un variabile classico. Domando: “Era per caso Banca Bassotti Bidon?”. Risponde: “Come fai a saperlo?”. Non avevo nemmeno la scusa dell’intuito femminile…

Se entrambi i genitori sono cointestatari il 66% degli interessi passivi del mutuo non può essere detratto

Mentre scrivevo questo post è arrivato un ospite atteso: un conoscente di mia moglie ha saputo da lei che mi occupo di mutui. Lo attendevamo perché mia moglie gli ha offerto la mia consulenza: vuole sapere che fare del proprio mutuo visto che la rata è cresciuta sensibilmente mettendolo in difficoltà.

Gli domando subito che caratteristiche ha il suo mutuo. La banca, per prima cosa, ha voluto i suoi genitori come cointestatari e non come garanti (questo significa che il 66% della quota detraibile degli interessi passivi non può essere detratto come beneficio “prima casa”) e a mio parere non ce n’era bisogno.

Restituendo un quarto della quota capitale la rata del mutuo resta la stessa?

Ma, cosa più grave, mi dice che è andato ad informarsi per restituire in contanti 25.000 Euro (circa un quarto del capitale residuo, non una sciocchezza) e gli hanno detto che la rata non cambia di molto e non gli conviene (”Non le faccio nemmeno i calcoli perché incide di pochissimo, davvero!”).

Mi dice che a lui questa cosa sembra davvero strana. Gli rispondo che un conteggio “spannometrico” dice che restituendo un quarto del capitale residuo, la rata si abbassa ragionevolmente di circa un quarto… Sgrana gli occhi e dice: “E ti pare poco???”.

Le regole per non farsi fregare dal mutuante

Veniamo al dunque. Partiamo dal presupposto che non avete una decente educazione finanziaria (siete in ampia e nutrita compagnia, non preoccupatevi…).

  • Prima regola: non fate finta di saperla lunga buttando lì 4 parole che avete letto sui giornali (spesso sono scritte da chi ne sa quanto voi, o meno): chi avete di fronte se ne accorgerà e capirà che non avete dietro qualcuno che la sa più lunga di voi. Piuttosto lasciate cadere una frase tipo: “Prendo nota di tutto perché io non ci capisco niente, ma poi faccio verificare tutto dalla mia associazione di consumatori (oppure dal mio amico esperto di finanza)”.
  • Seconda regola: preferite risultare antipatici o passare per fessi? Se non capite qualcosa, non temete di chiedere, chiedere e poi ancora richiedere una spiegazione più chiara ed esauriente. Fingere di avere capito quello che non avete capito può costare caro. A costo di risultare rompiscatole fatevi spiegare TUTTO quello che non avete capito. Un bancario che sbuffa oggi può farvi risparmiare un mal di fegato domani.
  • Terza regola: se qualcosa vi sembra strana ripetetela così come l’avete capita e chiedete: “Ho capito bene?”.
    Ad esempio, nel caso del conoscente di mia moglie citato sopra, questi avrebbe dovuto chiedere: “Quindi lei mi sta dicendo che se io rimborso 25.000 Euro, la rata mi cambia di pochissimo? Ho capito bene? Cortesemente, può lasciar decidere a me se è poco o tanto e farmi due conti su quanto cambia in realtà?”
  • Quarta regola: Fatevelo mettere per iscritto. Se il bancario che avete davanti vi conferma la cosa che non vi convince, anche dopo che l’avete riassunta come l’avete capita chiedendo conferma, chiedete se è disposto a metterla nero su bianco. Scritta su un foglio di carta e firmata. Se non lo fa, domandatevi (e domandatelo anche a lui) perché.

Per confrontare le offerte di mutuo richiedete il prospetto ESIS – European Standardised Information Sheet

Tutte le regole qui sopra valgono “in generale” per i rapporti con la banca, anche per quello che riguarda il vostro conto corrente, i vostri investimenti e la gestione del vostro risparmio. Specifica per i mutui, invece, c’è la quinta regola: fatevi rilasciare il documento di sintesi e l’ESIS. Sono entrambi documenti che riassumono le caratteristiche del vostro mutuo e che, se non da voi, lo rendono valutabile da un esperto senza grosse difficoltà. Ve lo rilasceranno quando firmate la domanda, ma dal primo appuntamento dite che lo vorrete quando firmate la domanda e appena lo avrete in mano lo farete valutare dal notaio, prima ancora che l’istruttoria abbia fine, chiedete di prendere nota del fatto che ve lo dovranno far trovare pronto. Per la cronaca, “ESIS” vuole dire “European Standardised Information Sheet” (foglio informativo standardizzato europeo), e si compone di due parti: la prima con informazioni generali riguardo i mutui, la seconda con informazioni peculiari del VOSTRO mutuo.

Le prime quattro regole, valgono anche se andate a chiedere una rinegoziazione, piuttosto che informazioni sulla penale di estinzione o sulla possibilità di avere un conteggio di estinzione e così via…

E se avete dubbi, fatemi le domande.

Per porre una domanda sul contratto di mutuo in generale, sulle tipologie di mutuo, sulle normative vigenti e su tutti gli argomenti correlati, clicca qui.

Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!

Annunci Google

ti ringrazia, anche a nome dello staff, per il contributo che vorrai fornire alla visibilità di indebitati.it

Se hai una account Facebook, segnala che ti piace la pagina di indebitati.it

Se disponi di un account Google+, condividi la pagina di indebitati.it

Pubblica il post su Facebook o invialo ai tuoi amici

Se l'articolo ti e' sembrato utile, consiglialo e condividilo su Google+

Se vuoi restare aggiornato sui contenuti del blog, iscriviti al feed degli articoli di indebitati.it

Da Piero Ciottoli e dallo staff un invito a condividere questo articolo anche su Tumblr

Se non hai trovato cio' che cercavi nel blog di indebitati.it, accetta un paio di consigli da e dallo staff

Se non hai trovato cio' che cercavi, prova ad insistere, utilizzando la casella Google di ricerca personalizzata per il forum e per il blog, posizionata qui sotto.

Inserisci la parola o la frase chiave nella casella di ricerca e seleziona fra le seguenti opzioni:

  1. indebitati.it - per cercare anche le guide, le istruzioni, gli articoli che affrontano gli argomenti relativi alla chiave da te inserita;
  2. domande - per effettuare la ricerca delle domande gia' poste e correlate alla chiave da te inserita;
  3. risposte - per ottenere le riposte fornite dagli esperti in relazione alla chiave da te inserita;

Oppure, effettua la ricerca di argomenti che potrebbero rispondere alle tue esigenze di informazione, servendoti dei tag del forum e del blog. Apri le pagine linkate e clicca sul tag di interesse. Verranno cosi' selezionati gli articoli del blog nonche' le domande e le relative risposte del forum classificate con il tag che hai cliccato.

Puoi anche dare uno sguardo agli articoli correlati a quello che hai appena letto e che trovi elencati qui sotto, nella sezione "Una lista di articoli in cui potresti trovare altre informazioni utili". Bastera' un click sul titolo. Ti auguro una proficua lettura!

Annunci Google

ti suggerisce la lettura degli articoli che seguono, in cui potresti trovare altre informazioni a te utili

  1. Il contratto di mutuo – Scrittura privata ed atto pubblico Contratto di mutuo – Scrittura privata L’atto di concessione del mutuo può assumere la forma di scrittura privata quando viene sottoscritto contemporaneamente dalle parti; quando, invece, la firma del contratto avviene in presenza di un notaio si parla di atto pubblico. In questo secondo caso le spese notarili, calcolate in...
  2. Mutuo: i documenti da presentare alla banca Una delle domande più frequenti alle quali mi capita di rispondere (online e non) parlando di mutui immobiliari è relativa a quali documenti bisogna presentare ad una banca per richiedere il mutuo. Molto spesso, anche nella forma “Possono chiedermi questo (estratto conto, redditi pregressi, situazione familiare, ecc…) per scegliere se...
  3. Il prospetto ESIS per il mutuo Cosa significa ESIS? ESIS è l’acronimo di European Standardised Information Sheet Il prospetto ESIS ti aiuta a scegliere il mutuo più conveniente fra le numerose offerte che ti vengono proposte e che risultano non comparabili in quanto riferite ciascuna a parametri ed informazioni diverse e non standard. ESIS è un...
  4. Accollo del mutuo Cosa è l’accollo del mutuo Accollo del mutuo è l’operazione di trasferimento del mutuo all’acquirente quando si acquista una abitazione su cui grava già un mutuo ipotecario. In tal caso il venditore dell’abitazione può contestualmente attuare il trasferimento del mutuo all’acquirente. In tale circostanza le rate del mutuo ed il...
  5. Estinzione anticipata del mutuo Estinzione anticipata del mutuo è la facoltà, attribuita al mutuatario, di restituire il mutuo anticipatamente come previsto dalla legge (art. 38 e segg. Decreto Legislativo n. 385/1993, art. 40 Testo Unico Bancario) per i contratti di credito fondiario. Generalmente anche negli altri contratti è convenzionalmente prevista tale possibilità. Il mutuatario...
  6. La chiarezza del contratto di mutuo – ESIS A volte i contratti di mutuo sono di difficile comprensione. Questo in parte è dovuto alla necessità di utilizzare termini tecnici insostituibili; certamente uno sforzo di semplificazione garantirebbe un rapporto più chiaro tra banche e clienti. I consumatori, ai sensi del Codice del consumo (Decreto Legislativo . 206/2005), hanno un...
  7. Acquistare casa – Guida al compromesso Notai e consumatori stringono un’altra alleanza a garanzia dei cittadini. Questa volta l’obiettivo e’ consentire a ciascuno di acquistare una casa in sicurezza dribblando eventuali trappole grazie a una informazione chiara e minuziosa e alla possibilita’ di fare affidamento su consulenze ad hoc. Come? Lo strumento messo a punto e’...
  8. Mutuo a tasso fisso e rata costante Il mutuo a tasso fisso e rata costante è un contratto di prestito. Il mutuo a tasso fisso e rata costante consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto “mutuante” ad un soggetto “mutuatario” che si impegna a restituirlo secondo modalità concordate, dettagliatamente definite nel contratto sottoscritto...
  9. Piano di ammortamento del mutuo alla francese con tasso variabile Cosa è il piano di ammortamento del mutuo alla francese con tasso variabile Il piano di ammortamento alla francese con tasso variabile è un piano di ammortamento che prevede una estinzione graduale del debito con rate in cui la quota capitale può essere gestita secondo le due modalità di seguito...
  10. Ammortamento del mutuo alla francese Contrariamente alle apparenze non è affatto necessaria una laurea in matematica per costruire un piano di ammortamento. I meccanismi che lo regolano sono estremamente semplici e vicini ad esperienze di vita comuni. Hai prestato 1.000 Euro ad un amico che te li ha resi con 500 Euro alla fine di...

Autore

16 settembre 2008 alle 10:22 pm

  • You must be logged in to comment. Collegati
  • giovanni parente & rosa serrano 14 settembre 2009 at 09:23

    È un’impresa e non solo per le aziende. La montagna del credito è dura da scalare. Anche per le famiglie o le giovani coppie.

    Questo nonostante la difesa del sistema bancario da parte del presidente dell’Abi, Corrado Faissola.

    Trovare un finanziamento al 100% per l’acquisto della casa ormai è quasi una rarità. Tra quelle monitorate da MutuiOnLine, erano 11 le banche nel 2007 che proponevano un mutuo per l’intero valore dell’immobile: ora sono diventate tre.

    Una difficoltà che si trasforma in ostacolo (quasi) insormontabile quando la richiesta di un finanziamento o di un mutuo arriva da chi non ha un impiego stabile o da chi un lavoro l’ha perso e ha deciso di mettersi in proprio.

    La conferma arriva da un viaggio che Repubblica ha fatto tra le filiali di grandi istituti di credito in alcune vie del centro di Roma.

    La motivazione che spinge a varcare la soglia della banca è un’occasione sul mercato immobiliare: un appartamento del valore di 200mila euro.

    Nello sportello di Intesa Sanpaolo visitato, è possibile per il richiedente (dipendente a tempo indeterminato) un mutuo al 100%. Ma la rata mensile, con un tasso fisso al 6,2% per un mutuo trentennale, è di 1.225 euro al mese. Considerato che la rata non può essere superiore a un terzo del reddito mensile, il soggetto che intende comprare (e indebitarsi) deve guadagnare dal lavoro a tempo indeterminato almeno 3.600 euro al mese. Condizioni (impiego dipendente stabile e buon salario) non proprio comunissime per gli attuali trentenni.

    L’alternativa è abbassare la soglia del finanziamento, scendendo all’80%. Quindi significa già avere una propria disponibilità di 40mila euro a cui aggiungere i 160mila prestati dalla banca. La rata, sempre scegliendo un mutuo trentennale, scende a circa 930 euro con un tasso fisso al 5,7%.

    Altra banca, altro scenario. Stavolta l’aspirante acquirente è un trentenne, interessato a comprare casa con la propria compagna, solo che il lavoro non è stabile. La consulente della filiale del Monte dei Paschi di Siena prospetta un finanziamento all’80%: è un mutuo variabile con un tetto (il tasso massimo applicabile è il 5,5%) e si parte da una rata mensile di poco più di 700 euro. Ma, trattandosi di lavoratore a tempo, è necessario che ci sia un garante. Senza “San precario” incarnato da uno dei genitori e soprattutto dalla sua busta paga o della sua pensione, niente mutuo.

    Nel viaggio c’è anche chi, come nella filiale di Unicredit, propone un prodotto per lavoratori (dipendenti o autonomi) con contratti a termine o a progetto.

    I paletti però non mancano. Il finanziamento può arrivare al 70% del valore dell’immobile (l’80% se si ha una continuità lavorativa di 60 mesi), fino a un massimo di 200mila euro.

    E con un mutuo a trent’anni i primi venti sono a tasso fisso e gli altri dieci variabili. Ipotizziamo un mutuo di 150mila euro a vent’anni, tasso fisso a 6,40%, la rata mensile sarà quasi 1.200 euro (polizza assicurativa inclusa).

    Nel tour non manca una banca straniera: una filiale di Barclays. La coppia interessata all’acquisto è composta da un autonomo e da una precaria. Si oscilla fra una rata per un mutuo a tasso variabile di 619 euro e una con finanziamento a tasso fisso di quasi 900 euro.

    Tutto bene? Non proprio perché l’autonomo deve essere “di lungo corso”. Quindi, senza una documentazione fiscale che accerti redditi da qualche anno, possono sorgere problemi.

    Ad esempio, se il soggetto ha perso il lavoro l’anno precedente e ha scelto di mettersi in proprio a inizio 2009, la certezza del mutuo di pochi istanti prima si trasforma in una probabilità su cui bisogna valutare. Così la cima della montagna è sempre lì in alto.

1 5 6 7
Annunci Google