Mettere nel menu l’ambiente e la salute

Le abitudini alimentari si sono assai evolute. I piatti già pronti (refrigerati, liofilizzati o surgelati) e gli alimenti da sgranocchiare si vendono sempre di più. Ma attenzione all’eccesso di imballaggi, al consumo di energia (surgelati) come pure agli ingredienti nascosti (sale,zucchero, grassi, additivi) che non sono sempre salutari.

In conserva o surgelati?

Se si vuole consumare frutta o verdura fuori stagione, potrebbe essere giudizioso scegliere quella in scatola o surgelata. Per la salute, le conserve o i surgelati offrono spesso più vitamine nutrimento dei prodotti freschi accolti parecchie settimane pr-ma del loro consumo. Se i prodotti nelle conserve necessitano di meno energia per la loro conservazione cottura di quelli surgelati, sono spesso più ricchi di sale aggiunto, mentre quelli surgelati mantengono le vitamine praticamente intatte.

Quale olio ?

Numerosi alimenti contengono olio di palma, prodotto da monocolture assai esigenti per ciò che riguarda concimi e insetticidi. Spesso situate nel Sud-est asiatico, queste coltivazioni contribuiscono alla sparizione delle foreste tropicali. Inoltre questo olio è ricco in acidi grassi saturi, sfavorevoli alla salute cardiovascolare. Alcuni fabbricanti utilizzano l’olio di palme che crescono in coltivazioni sostenibili, rispettando le norme ambientali e sociali.

Porzione più grande?

Più la porzione è piccola, più il volume dell’imballaggio aumenta in rapporto all’alimento contenuto. In proporzione, il prezzo dell’alimento al chilo è pure più elevato.

Cosa dice l’imballaggio?

I fabbricanti devono indicare la lista degli ingredienti presenti nei piatti pronti, specialmente la proporzione di ciò che viene presentato in evidenza sull’imballaggio. Quindi, se il prodotto si chiama”Risotto ai funghi porcini”, la percentuale di funghi deve figurare sulla lista. L’indicazione del valore energetico e del tenore in proteine-glucidi-grassi permette di valutare la qualità nutrizionale del piatto. Tutte queste informazioni facilitano il confronto dei prodotti e possono orientare il “consum’attore”verso scelte più ponderate.

Troppo sale?

Nei paesi industrializzati un adulto consuma in media 12 gr. di sale da cucina (cloruro di sodio) al giorno, quando invece ne basterebbero solo 6-8 gr. Questo eccesso, che favorisce l’ipertensione, proviene per l’80% dal sale “nascosto” nei prodotti industriali: pane, pasticceria, piatti cucinati, prodotti semi-pronti, formaggi ecc. chips, arachidi tostate e altri snacks ne contengono spesso molto. Per alcuni prodotti, i fabbricanti preferiscono dichiarare il tenore di sodio piuttosto che di sale.

Surgelato o refrigerato?

Per la loro preparazione, conservazione e cottura cottura, i piatti refrigeati necessitano meno energia rispetto a quelli surgelati.

Montagne di rifiuti?

Uno studio condotto in un supermercato francese ha dimostrato che ci vogliono in inedia due carrelli per contenere i rifiuti degli imballaggi dei prodotti che stavano in un solo carrello!

Additivi?

Le procedure industriali possono far perdere agli alimenti il sapore, l’aspetto e i valori nutritivi. Quindi si ricorre a numerosi additivi alimentari destinati a migliorare la presentazione, il gusto e la conservazione. Questi prodotti accrescono il rischio di intolleranza alimentare. È il caso del glutammato di sodio (codice alimentare: E 621), un esaltatore del sapore poco costoso.

Mangiare veloce e sgranocchiare

Si assiste all’emergere di un nuovo stile di alimentazione. I”tre pasti in famiglia”, completamente preparati in casa, sono rimpiazzati da pasti presi spesso da soli, ad orari variabili e con piatti già parzialmente o totalmente preparati. Sono finiti gli orari ed i luoghi di consumo fissi. Molte persone preferiscono piluccare sul luogo di lavoro, piuttosto che mettersi a tavola e condividere il piacere di un vero pasto.

Conciliare guadagno di tempo e salute

Per rispondere a questa evoluzione, l’offerta di piatti già pronti si è considerevolmente ampliata. Le persone che si preoccupano della salute possono comporre un menu equilibrato, a condizione di scegliere bene. Si trovano infatti in commercio insalate già pronte, con verdura fresca che apporta le fibre alimentari e le vitamine raccomandate dai nutrizionisti.

Non necessariamente meno ecologico

Preparare i propri pasti con ingredienti di base prende più tempo, ma risulta spesso meno caro che nutrirsi con cibi già pronti o semi-cucinati. Per una persona sola, consumare piatti già cucinati non è necessariamente meno ecologico che mettersi di persona ai fornelli: viste le grandi quantità in gioco, la preparazione in fabbrica permette un utilizzo più razionale delle risorse (acqua, materie prime, energia). Ma per mantenere il proprio vantaggio in fatto di impatto ambientale, il piatto pronto non deve essere né surgelato, né troppo lussuosamente imballato.

Equilibrio dietetico e obesità

Principale problema con gli alimenti preparati è la difficoltà di controllare ciò che si ingerisce, sia sul piano della qualità nutritiva sia su quello della quantità (la porzione viene imposta dal fabbricante). Inoltre, questi prodotti contengono spesso un eccesso di zucchero, di sale e di grassi. Considerando anche la tendenza alla sedentarietà, questa forma di alimentazione contribuisce all’aumento dell’obesità nella popolazione.

Attenzione al tipo di grassi

Secondo i medici, si dovrebbe evitare di consumare troppi grassi vegetali “idrogenati” che sono generalmente prodotti con oli di minore qualità (copra, olio di palma ecc.) trasformati tramite processi chimici. Questa idrogenazione permette ad alcuni alimenti industriali di conservarsi bene a temperatura ambiente e di non irrancidirsi troppo velocemente (prodotti cioccolatieri, biscotti, pasticceria, pizza, brodo, zuppe liofilizzate ecc.), ma creano degli acidi grassi “trans” che non apportano alcun valore nutritivo e che sono nefasti per la salute, favorendo in particolare le malattie cardiovascolari.

Zuccheri e sale “nascosti”

Si aggiunge dello zucchero (glucosio, saccarosio, lattosio, maltosio, ecc.) non solo ai dolciumi, ma pure a molti piatti con salse, per esaltarne il sapore ed essere apprezzati da un maggior numero di persone. Il sale è aggiunto in dosi spesso eccessive a numerosi prodotti, senza che se ne noti la presenza: si parla quindi di sale “nascosto”.

Numerosi additivi

I piatti pronti possono contenere una lunga lista di additivi alimentari catalogati come sostanze “E” (coloranti, conservanti, antiossidanti, stabilizzatori, esaltatori di sapore), come pure di aromi. Seppur autorizzati e spesso necessari ad una bella presentazione ed alla conservazione dei prodotti, taluni di questi additivi sono sospettatidi provocare intolleranze alimentari ed allergie.

Al ristorante

Mangiare al ristorante permette di guadagnare tempo, senza perdere il lato conviviale. Ma non è sempre facile conoscere la provenienza degli alimenti, né sapere se sono stati prodotti rispettando l’ambiente e gli animali.

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9 dicembre 2007 alle 11:07 pm

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