La rivincita postuma di John Maynard Keynes

Mentre saranno a colloquio in questo ennesimo week end di non riposo, George W. Bush, Nicholas Sarkozy e il presidente della Commissione dell’Unione europea ed ex premier portoghese, Manuel Barroso, farebbero bene a pensare all’emblematica vicenda di Judy Katz, un’alquanto anonima investitrice newyorkese che, come riferisce un’agenzia di stampa a stelle e strisce, ha deciso all’inizio di ottobre di scendere dall’ottovolante che è oramai diventato il mercato azionario statunitense, liquidando l’intera sua posizione e lasciando sul terreno 200 mila del suo gruzzolo di 1.200.000 dollari, pur di porre al sicuro il milione residuo sul suo conto corrente che le garantisce un misero 2 per cento ma l’assoluta integrità del suo capitale (ovviamente, se ha avuto l’accortezza su quattro diversi conti presso altrettante banche, alla luce dei nuovi limiti di garanzia offerti dalla Federal Deposit Insurance Corporation).

Nonostante le azioni che aveva in portafoglio siano da allora risalite del 5 per cento, non è affatto pentita della sua scelta e sostiene che non tornerà mai più a mettere i suoi sudati risparmi in quella sorta di roulette che è diventato il mercato finanziario statunitense, vera costola di quel mercato finanziario globale che lo stesso Sarkozy ed il suo omologo tedesco ed un tempo molto distratto numero uno del Fondo Monetario Internazionale ebbero a definire alcuni mesi orsono come del tutto impazzito.

So benissimo che ai tre altissimi esponenti politici impegnati in un ennesimo summit della sorte dei risparmi di Judy Katz non importa un fico secco, eppure ritengo che il vertice dei capi di Stato e di governo dei maggiori paesi industrializzati, più, almeno così pare, una pattuglia di paesi che, almeno alla luce delle loro rilevantissime riserve valutarie legate ai loro altrettanto rilevanti avanzi commerciali, non è proprio più possibile relegare al rango di paesi emergenti, che hanno deciso proprio ieri di convocare forse negli stessi Stati Uniti d’America, con l’ambizioso obiettivo di riscrivere le regole a suo tempo venute fuori da Bretton Woods e dai successivi peggioramenti di quell’accordo già di per sé molto asimmetrico e del tutto dollarocentrico, sarebbe bene che fosse chiamato a riflettere sullo stato d’animo delle centinaia di milioni di persone che, come Judy, ben difficilmente recupererà quel grado di fiducia nel sistema finanziario globale se non verranno adottate misure tali da garantire loro che quello che è accaduto negli ultimi decenni non possa ripetersi più in futuro e, soprattutto, che i responsabili dell’immenso disastro attuale si trovino in condizione di non nuocere più ad alcuno.

Non stupisce, peraltro, che Judy e tanti come lei abbiano preso la stessa decisione assunta dai tre maggiori hedge funders statunitensi, che, incuranti degli ottimi affari che, grazie alla loro expertise ed agli strumenti tecnici che hanno a disposizione, sarebbero facilmente ottenibili in sedute caratterizzate dall’altissima voltatilità come sono quelle di queste ultime settimane, tre veri e propri uomini d’oro rotti a tutte le altalene finanziarie degli ultimi anni, se non decenni, che hanno messo al sicuro la bellezza di 63 miliardi di dollari, rinviando all’inizio dell’anno prossimo qualsiasi decisione di operatività su azioni ed obbligazioni o quant’altro e non lo hanno certo fatto per il timore che i grandi della Terra decidano finalmente di adottare misure in grado di controllare anche questo finora molto proficuo segmento di attività che, soltanto nel giugno dello scorso anno, Mario Draghi ed il Financial Stability Forum da lui presieduto decisero che fosse perfettamente in grado di auto regolarsi, dando a loro tre e ad una marea di investitori istituzionali, incluse le banche più o meno globali e le maggiori compagnie di assicurazione, la possibilità di cercare di rifarsi delle perdite a raffica subite nel corso della tempesta perfetta già allora da molti mese virulentemente in corso, giocando spudoratamente al rialzo sul mercato dei derivati sulle materie prime più o meno energetiche, derrate alimentari, purtroppo, incluse!

Pur in questo clima di frenetico attivismo di governi e banche centrali ed in presenza di programmi di spesa per migliaia di miliardi di dollari finalizzati a stendere una rete di sicurezza intorno alle banche di ogni ordine e grado, non ho sentito levarsi alcuna voce volta a perseguire nelle sedi opportune, incluse quella giudiziaria, quello che è stato un autentico crimine contro i consumatori dell’intero orbe terracqueo, un fenomeno di aggiotaggio continuato ed aggravato che ha provocato rivolte nei paesi in via di sviluppo ed ha contribuito a peggiorare ulteriormente le condizioni di vita di miliardi di persone al fine di rimettere in ordine i conti dei fondi pensione e dei fondi di investimento che hanno perso ed ancor più perderanno, almeno secondo le stime degli economisti del Fondo Monetario Internazionale, i due terzi dei 1.400 miliardi di dollari che dovrebbero rappresentare il conto finale della tempesta perfetta, un conto già moltiplicato per 14 volte dalle stime iniziali e che potrebbe essere ancora sottostimato.

Mentre mancano oramai poco più di due settimane all’election day forse più atteso nella più che bicentenaria storia degli Stati Uniti d’America, aumenta, ogni giorno che passa, il numero delle famiglie americane che si trova nella tristissima condizione di avere perso la casa o il lavoro, ed in pochi casi di averli persi entrambi, né stupisce che più di un’amministrazione locale della nazione più potente del mondo non abbia trovato soluzioni migliori che quella di predisporre ampi parcheggi per consentire ai nuovi homeless sino a poco tempo fa facenti parte della classe media di passare le notti nelle loro automobili trasformatesi nel loro ultimo rifugio, almeno per quelli tra di loro che hanno avuto la fortuna di vedersele pignorate dai solertissimi addetti al recupero crediti a causa dell’impossibilità di pagare la rata del prestito contratto per acquistarla.

Non so cosa che cosa ne pensano questi nuovi poveri dell’ennesimo scandalo a luci rosse che vede come protagonista il francesissimo numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss Kahn, con le medesime accuse a uo tempo mosse ad un ex falco dell’amministrazione Bush, Paul Wolkowitz, cui era stata data in omaggio la presidenza della Banca Mondiale, accuse ampiamente riportate oggi dalla stampa di tutto il globo e legate, stavolta, alla denuncia del marito della dipendente del FMI, a sua volta anche lui economista dell’organismo sovranazionale che, al pari della citata Banca Mondiale, rappresenta uno dei due pilastri proprio di quell’accordo di Bretton Woods partorito, malgrado la ferma e motivata opposizione di John Maynard Keynes, nell’amena località posta nel New Hampshire mentre il secondo conflitto mondiale era ancora in corso, un accordo che aveva la pretesa di disegnare un nuovo ordine economico internazionale più equo e che finì, invece, per crearne uno tagliato su misura sulle esigenze degli Stati Uniti d’America!

di Marco Sarli da Dazebao

Annunci Google

ti ringrazia, anche a nome dello staff, per il contributo che vorrai fornire alla visibilità di indebitati.it

Se hai una account Facebook, segnala che ti piace la pagina di indebitati.it

Se disponi di un account Google+, condividi la pagina di indebitati.it

Pubblica il post su Facebook o invialo ai tuoi amici

Se l'articolo ti e' sembrato utile, consiglialo e condividilo su Google+

Se vuoi restare aggiornato sui contenuti del blog, iscriviti al feed degli articoli di indebitati.it

Da Patrizio Oliva e dallo staff un invito a condividere questo articolo anche su Tumblr

Se non hai trovato cio' che cercavi nel blog di indebitati.it, accetta un paio di consigli da e dallo staff

Se non hai trovato cio' che cercavi, prova ad insistere, utilizzando la casella Google di ricerca personalizzata per il forum e per il blog, posizionata qui sotto.

Inserisci la parola o la frase chiave nella casella di ricerca e seleziona fra le seguenti opzioni:

  1. indebitati.it - per cercare anche le guide, le istruzioni, gli articoli che affrontano gli argomenti relativi alla chiave da te inserita;
  2. domande - per effettuare la ricerca delle domande gia' poste e correlate alla chiave da te inserita;
  3. risposte - per ottenere le riposte fornite dagli esperti in relazione alla chiave da te inserita;

Oppure, effettua la ricerca di argomenti che potrebbero rispondere alle tue esigenze di informazione, servendoti dei tag del forum e del blog. Apri le pagine linkate e clicca sul tag di interesse. Verranno cosi' selezionati gli articoli del blog nonche' le domande e le relative risposte del forum classificate con il tag che hai cliccato.

Puoi anche dare uno sguardo agli articoli correlati a quello che hai appena letto e che trovi elencati qui sotto, nella sezione "Una lista di articoli in cui potresti trovare altre informazioni utili". Bastera' un click sul titolo. Ti auguro una proficua lettura!

Annunci Google

ti suggerisce la lettura degli articoli che seguono, in cui potresti trovare altre informazioni a te utili

  1. Recupero crediti – schemi di procedure giudiziali Di seguito gli schemi delle procedure legali che vengono attivate per il recupero dei crediti. Per porre una domanda  sulle procedure di recupero crediti giudiziale per i debiti in scadenza, sul decreto ingiuntivo, sul precetto, sul pignoramento mobiliare ed immobiliare, sulle cause di sovraindebitamento, sul come uscire da una situazione...
  2. Avvisi scorretti dei recuperatori domiciliari Sovente, non riuscendo a contattare direttamente i debitori perchè assenti durante una visita domiciliare, gli agenti di recupero lasciano degli avvisi nella cassetta delle lettere o sotto la porta del debitore. La deontologia vorrebbe che questi avvisi fossero chiusi, magari in una busta o con l’utilizzo di una spillatrice, in...
  3. Quando una proprietà indivisa è per il debitore un peso di cui sbarazzarsi Salve a tutti, solo oggi sono venuto a conoscenza di questo forum, che devo dire è davvero molto utile.  Dunque illustro brevemente la mia situazione che da circa 2 mesi a questa parte, mi logora. Ho due contratti di finanziamento con la Santander Consumer Bank, di cui uno di circa...
  4. Le procedure per il recupero crediti societari Nel flusso dei rapporti economici societari è possibile, anzi congenita, la presenza di insoluti di pagamento. Il recupero “forzoso” di questi richiede tempi più o meno lunghi a seconda delle cautele adottate dall’imprenditore al momento dell’assunzione del credito. Assolutamente errato è infatti pensare che il riscatto dei crediti societari sia...
  5. Recupero crediti e rintraccio del debitore – AIRE Anagrafe Italiani Residenti Estero L’AIRE rappresenta, in pratica, l’unico anello di congiunzione fra ultimo comune italiano di residenza e il nuovo domicilio del debitore italiano all’estero. Le società di recupero crediti, pertanto, contattano l’anagrafe della residenza registrata sui moduli di richiesta prestito. Risalgono via via ai comuni dove il debitore si è eventualmente trasferito...
  6. La successione e i debiti – guida pratica a cura di Rita Sabelli Dal punto di vista giuridico la successione e’ l’evento attraverso il quale uno o piu’ soggetti (successori od eredi) subentrano in tutti i rapporti giuridici di cui era titolare un’altra persona (il “de cuius”). La successione e’ disciplinata principalmente dal Codice Civile agli artt.456 e segg., mentre per le imposte...
  7. Così i pagamenti ritardati frenano l’Europa ...
  8. Recupero crediti e phone collection Siamo operatori di frontiera investiti del compito di recuperare il ricavo dell’azienda che é l’unica ragion d’essere dell’azienda e del nostro lavoro. Dobbiamo pertanto: conoscere il mercato in cui operiamo, i soggetti che lo compongono, la natura e la genesi dei loro debiti; disporre di abilità comunicative orientate a trattare...
  9. Le diverse forme di garanzia nel recupero crediti Nell’attuale sistema economico, i soggetti (economici anch’essi) hanno bisogno di elementi di sicurezza – se non di certezza – per poter condurre i loro affari. Quest’esigenza ha creato e favorito lo sviluppo delle più diverse forme di garanzia che, in termini primitivi, potremmo definire come una misura o un rimedio...
  10. Recedere da una fideiussione – come e quando è possibile Non è sempre vero che il fideiussore deve, sempre e comunque, rispondere nei confronti del creditore senza limite alcuno. Alcuni limiti alla fideiussione possono essere imposti dalla disciplina contrattuale, ad esempio pattuendo il beneficio di preventiva escussione del debitore principale. Comportamento fraudolento del creditore L’art. 1955 c.c. indica come causa...

Autore

20 ottobre 2008 alle 4:33 am

Classificato in riflessioni

Etichettato con

Annunci Google