Finisce per strada l’America in crisi

Non un più a Wall Street, ma nelle Main Street, le strade principali delle città: è qui che si misura davvero la dimensione della crisi americana.

E’ infatti per strada che sempre più spesso finisce la parabola di tanti cittadini, piegati dal tracollo finanziario, dal caro-gasolio, dai pignoramenti frutto del terremoto subprime, dalla disoccupazione: a Denver come a New York, a Minneapolis come a Washington, in molte delle grandi città degli Stati Uniti si registra un’impennata del numero dei senzatetto e, dato ancor più allarmante, la crescita è alimentata da una nuova categoria di homeless, le famiglie con bambini.

“Ovunque vada, mi sento dire che c’è stato un incremento di richieste” di ospitalità nelle strutture specializzate, soprattutto da parte di intere famiglie, conferma Philip Mangano, direttore esecutivo del Consiglio intergovernativo per i senzatetto: di fronte ad un numero così elevato di fattori di rischio – dai pignoramenti alla crescita dei prezzi degli alimentari – anche le categorie sociali “intermedie” si sono ritrovate “senza protezione”, aggiunge Nan Roman dell’Alleanza nazionale per l’aiuto ai senzatetto.

I dati raccolti da Usa Today, che ha condotto l’indagine sul fenomeno, parlano chiaro: delle 12 città prese in esame, ben 9 – Atlanta, Boston, Denver, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, Seattle e Washington – hanno denunciato un aumento del numero di famiglie senza casa. A New York, nel periodo settembre 2007 – settembre 2008, il numero di gruppi familiari che hanno chiesto asilo nei rifugi per senzatetto è passato da 2.087 a 2.747, mentre nella contea di Hennepin, di cui fa parte Minneapolis, ad agosto 2008 le famiglie ospitate nelle strutture d’accoglienza erano 880, contro le 698 dello stesso periodo dello scorso anno: di queste, almeno il 10% ha alle spalle una storia di pignoramento immobiliare. Anche Chicago, che pure non ha rilevato sostanziali cambiamenti nel numero degli homeless, conferma che la crisi del mercato immobiliare è ora fra le principali motivazioni per cui gli americani si ritrovano senza un tetto: sono infatti aumentate le richieste di alloggio nei rifugi da parte di inquilini sfrattati improvvisamente, perchè il loro padrone di casa è rimasto vittima di un sequestro giudiziario.

La preoccupante tendenza ha cominciato a mostrarsi a partire dall’inverno scorso, ma è nel primo semestre di quest’anno che è stato possibile rilevarne appieno la gravità: nell’anno fiscale 2008, che si è concluso a giugno, le domande di accettazione nei ricoveri d’emergenza sono raddoppiate rispetto all’anno fiscale 2007. Sono dati “allarmanti”, commenta Darlene Newsom, che dirige a Phoenix un centro d’accoglienza gestito dall’Unione delle Chiese metodiste: un’inversione di tendenza così massiccia potrebbe spazzar via i risultati ottenuti negli ultimi anni dai piani decennali di aiuto ai senzatetto, messi in atto dalla maggior parte dei sindaci delle metropoli americane. Il problema degli homeless è infatti endemico negli Stati Uniti – i dati ufficiali dicono che ogni anno circa l’1% della popolazione, cioè 3 milioni e mezzo di persone, è costretta a vivere più o meno a lungo per strada – ma a gennaio 2007 il numero dei senzatetto si è fermato a 671.888, circa il 12% dello stesso mese del 2005: un dato positivo che la bufera economica e finanziaria sta mettendo in discussione.

Con il trasformarsi della composizione della “microsocietà” dei senzatetto, gli istituti di accoglienza si trovano inoltre ad affrontare difficoltà nuove, come l’assistenza alle donne, sole o con bambini, che in alcune aree costituiscono ben il 40% del totale degli homeless. Per le mamme che si ritrovano senza un posto dove vivere, l’accoglienza immediata in un centro specializzato è fondamentale per mantenere integro il nucleo familiare, evitando l’intervento dei servizi sociali: “E’ una sensazione spaventosa”, racconta Amanda Bowling, madre di tre bambini, approdata da poco alle Missioni di soccorso dell’area di Knoxville, in Tennessee, “Se non hai un posto fisso in cui vivere, se non puoi offrire un ambiente stabile ai tuoi bambini, sai che da un momento all’altro potrebbero portarteli via”. In soccorso alle donne come Amanda, alle famiglie e ai bambini in difficoltà, è stata appena varata una nuova legge federale, che stanzia 3,9 miliardi di dollari di aiuti. Obiettivo: ricomprare le proprietà pignorate, per ridare agli homeless, se non la loro casa, almeno una casa.

da La Stampa.it

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22 ottobre 2008 alle 1:26 pm

Classificato in fatti in ... debiti

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  • karalis 25 ottobre 2008 at 17:13

    i cittadini colpiti da questa grave problematica potrebbero provare a chiedere al loro governo degli united states of america se qualche altro stato che non ha mezzi militari all’avanguardia come loro gli acquista i loro mezzi militari sempre che agli altri interessi l’armamento militare diversamente mi rammarica perche’ sono sempre esseri umani ma devo constatare che e’ difficile scaldarsi con un carrarmato o starne al riparo scambiandolo per il tetto di una casa che comunque non ha piu’ pareti ! oppure si potrebbe tentare un’asta internazionale vendendo la nasa e i suoi segreti e tutti i mezzi militari che possiede forse qualcuno potrebbe impietosirsi o i n n a m o r a r s i !!! forse i potenti mezzi militari se anche fossero fatti a pezzi potrebbero interessare anche i borghesi piccoli piccoli! credo che se ci fosse alberto sordi ancora vivo sarebbe il primo acquirente ! patrizia ercolani ravenna italy (Europa)
    Commento di PATRIZIA ERCOLANI | Sabato, 25 Ottobre 2008

    Concordo in pieno Patrizia.

    Però riconosciamolo: questi yankee un pò sono stati sfortunati. L’arroganza infatti, pare non si possa vendere. Per cui, fra poco, saranno costretti a chiedere l’elemosina ai cinesi con le pezze al culo … Che ridere mamma mia

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