Falsi monetari: come difendersi – il vademecum della GdF
“Toccare, guardare e muovere”. Possono riassumersi così le raccomandazioni che gli investigatori delle Fiamme gialle danno ai cittadini che chiedono come proteggersi dal denaro falso. La premessa è che la quasi totalità delle contraffazioni sia “riconoscibile con alcuni semplici accorgimenti”.
In particolare, “raffrontare la banconota con una sicuramente genuina” e “controllare se il biglietto presenta alcune delle caratteristiche di sicurezza”, sentendo al tatto se alcuni caratteri sono in rilievo, verificando in controluce la presenza della filigrana ed accertandosi se alcuni particolari della banconota, muovendola, cambiano colore. Non solo: “esposta alla luce ultravioletta, la banconota, per essere considerata genuina, non deve essere fluorescente”.
Gli esperti suggeriscono anche di fare grande attenzione ai luoghi nei quali si ricevono le banconote: “lo smercio dei biglietti falsi avviene generalmente nei centri della grande distribuzione, quali gli autogrill, gli ipermercati, i luoghi di divertimento e svago e, in generale, tutti quelli in cui viene usato prevalentemente denaro contante”.
Per la verifica dell’autenticità delle monete metalliche si può fare ricorso anche a semplici attrezzature quali un piccolo magnete o un foglio di carta: le monete da 2 e da 1 euro, infatti, “rispondono debolmente ad un magnete applicato al centro della moneta stessa, mentre i cerchi esterni di tali monete e quelle da 10, 20 e 50 centesimi non hanno proprietà magnetiche”.
A differenza delle monete autentiche, quelle false se sfregate sul foglio bianco lasciano un evidente segno simile a quello di una matita. Anche in questo caso, il metodo più immediato è quello del confronto con un’altra moneta: il disegno degli esemplari falsi è spesso meno definito ed eseguito in modo non accurato. Occhio, infine, alle scritte sui bordi, diverse per ogni taglio e per ogni paese europeo ed alla presenza di motivi riportati sui bordi, molto difficili da riprodurre.
Chi riceve una banconota contraffatta – se pur in buona fede – è obbligato dalla legge a fare denuncia alle autorità e a consegnarla entro tre giorni. Oltre alle forze di polizia sono competenti a ritirare il denaro falso anche le banche, gli uffici postali, gli intermediari finanziari, le agenzie del territorio, che “hanno l’obbligo di togliere dalla circolazione i soldi falsi, previa verbalizzazione e successiva trasmissione ai rispettivi centri di nazionali di analisi (Banca d’Italia e Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato) per l’accertamento sull’autenticità”.
I soldi falsi ritirati non verranno sostituiti con denaro originale dello stesso valor
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