Nella separazione tra coniugi l’assegno di mantenimento decorre di regola dalla data della domanda, salvo diversa determinazione del giudice L’assegno di mantenimento nella separazione L’assegno di mantenimento riconosciuto in sede di separazione personale (così come la sua successiva revisione) decorre dalla data della domanda (Cassazione, sentenza n. 25010/07). Ciò in forza del principio per il quale un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio nonchè per analogia con la regola stabilita dall’articolo 445 del Codice civile, in materia di alimenti, secondo cui “Gli alimenti sono dovuti dal giorno della domanda giudiziale o dal giorno della costituzione in mora dell’obbligato, quando questa costituzione sia entro sei mesi seguita dalla domanda giudiziale“. Questa regola vale nel … [leggi tutto »]
L’impugnazione del licenziamento per superamento del periodo di comporto non è soggetta al termine di decadenza di 60 giorni Il recesso del datore di lavoro per superamento, da parte del lavoratore, del periodo di comporto (“secco” o “frazionato”) costituisce una ipotesi del tutto peculiare di cessazione del rapporto di lavoro: non è dovuta nè ad un fatto dell’azienda, nè, propriamente, ad un fatto o colpa propri del lavoratore, ma piuttosto all’impossibilità di quest’ultimo di assicurare con sufficiente continuità la propria prestazione. Essa è regolata in una norma speciale, ossia l’articolo 2110, comma 2, del Codice civile, secondo cui: “In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge [o le norme corporative] non stabiliscono forme equivalenti … [leggi tutto »]
In sede di separazione legale (o divorzio), è titolo esecutivo il provvedimento che prevede il contributo al pagamento delle spese straordinarie Qualora il giudice della separazione abbia stabilito che il genitore non affidatario debba contribuire al pagamento delle spese straordinarie (ad esempio le spese mediche), tale provvedimento rappresenta un titolo esecutivo (potrebbe trattarsi sia della sentenza di separazione/divorzio, sia del decreto di omologa sia di altro provvedimento di natura provvisoria, come l’ordinanza presidenziale emessa in prima udienza). L’altro coniuge, pertanto, potrà agire in via esecutiva senza bisogno di una ulteriore pronuncia giurisdizionale. Chiaramente sarà suo onere, in caso di contestazione da parte dell’obbligato, dimostrare l’effettiva entità della spesa per cui agisce, mediante l’esibizione di opportuna documentazione (Corte di Cassazione, sentenza n. 11316/2011: “il provvedimento con cui in … [leggi tutto »]
Lo stalking è reato che sussiste anche per le molestie veicolate tramite Facebook. Secondo la Corte di Cassazione commette il reato di stalking (più precisamente di “atti persecutori”) chi perseguita il proprio ex con messaggi minacciosi, anche se questo avviene tramite Facebook (Cassazione, sentenza del 30.08.2010, n. 32404). In particolare la Corte ha affermato che le molestie caratterizzanti la condotta tipica del delitto di atti persecutori possono essere integrate attraverso il reiterato invio alla persona offesa di sms e di messaggi di posta elettronica o postati sui cosiddetti “social network” (ad esempio “facebook”), nonchè con la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali avuti con la medesima. Ricordiamo con Wikipedia che lo stalking è un termine inglese che indica una serie … [leggi tutto »]
I maltrattamenti in famiglia assumono fattispecie di reato abituale e pertanto la prescrizione decorre dall’ultimo episodio di maltrattamento. Per il reato di maltrattamenti in famiglia la prescrizione decorre dalla data dell’ultima azione penalmente rilevante. Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza del 28.10.2011, n. 39228 . Ciò in quanto il delitto di maltrattamenti in famiglia è un “reato di durata”, abituale, sicché si applica la disciplina della prescrizione prevista per i reati permanenti. Ricorso e deduzioni a difesa Avverso la sentenza con cui in data 15.2.2011 la Corte d’appello di Roma ha confermato la sua condanna deliberata dal locale Tribunale il 28.3.2007, per il delitto di maltrattamenti in famiglia in danno della moglie B. ritenuto consumato fino all’aprile 2004, ricorre (…) … [leggi tutto »]