Carovita, gli anziani bussano alle finanziarie
Anziani in difficoltà economiche, persone alle prese con il caro vita che ricorrono alle finanziarie per poter disporre di una somma aggiuntiva da impiegare per sbarcare il lunario o per far fronte a necessità impreviste. Secondo gli operatori del settore, i clienti che rispondono a questo identikit sono in costante aumento, tra il 15 e il 20% rispetto a un anno fa. «Registriamo una crescita di anziani che si rivolgono al mercato della mediazione creditizia per ottenere piccoli prestiti, al di sotto dei cinquemila euro, – ammette Samantha Cecchini, legale rappresentante della Creditshop, la finanziaria di livello nazionale che a Trieste ha sede in via Udine – chi per aiutare i figli, chi per pagare delle bollette e chi per affrontare delle spese mediche».
È una realtà, quella fotografata dalla professionista, che trova conferma anche nelle parole di altri operatori del settore presenti in città. «Ci sono situazioni gravi – sostiene il responsabile della società Prm – e c’è chi si ritiene fortunato nel potersi indebitare, nel poter accedere a un finanziamento visto che i parametri e le garanzie richieste risultano tali da non permettere a tutti l’accesso a un prestito personale».
Divorati dall’aumento dell’inflazione e dal costante aumento del costo della vita, a tentare la strada delle finanziarie sono soprattutto gli anziani che non hanno già un rapporto con una banca tale da farsi concedere qualche migliaia di euro di prestito. «Purtroppo è vero, molte persone non più giovani non sanno dove sbattere la testa – sostiene Antonio Sain, dipendente di una società finanziaria triestina – e per riuscire a sbarcare il lunario, per coprire una serie di spese, magari impreviste, dopo aver venduto catenine e braccialetti d’oro si rivolgono a noi. In un anno, l’aumento di questi casi si attesta intorno al 15 per cento. Qualcuno si vergogna, glielo si legge negli occhi: e magari racconta che quei soldi gli servono per ridipingere o per ristrutturare la casa. Ma per chi non riesce a fornire sufficienti garanzie o risulta un cattivo pagatore, le possibilità di ottenere una somma sono pressoché nulle».
Per l’anziano che richiede un prestito, inoltre, è obbligatoria, automatica, anche la sottoscrizione di un’assicurazione che copre la restituzione del dovuto nel caso la persona venga a mancare. Per somme superiori si è costretti a esibire anche un certificato medico. A seconda dei casi e delle assicurazioni, si calcola infatti che una persona possa rateizzare la restituzione del debito fino al raggiungimento dei suoi 80 o 90 anni di età. Dando un’occhiata alle pubblicità delle finanziarie si legge: «Prestito pensionati fino ai 78 anni di età». Oppure: «Prestiti flessibili, senza spese, facili anche per chi ha avuto precedenti disguidi finanziari».
Una delle richieste più frequenti che alle finanziarie pervengono è quella di riuscire ad accedere a un prestito attraverso la cessione di un quinto della pensione. Una possibilità della quale possono usufruire anche coloro che, per ritardi o insoluti, risultano inseriti in una delle banche dati che registrano i cattivi pagatori. «Le normative – spiega Emanuele Casati della società Saro – prescrivono che non si possa concedere un prestito con questa formula a chi ha una pensione al di sotto dei 560 euro: al netto delle trattenute al contraente devono comunque restare 450 euro per vivere. In ogni caso – precisa – da parte nostra non c’è maggiore elasticità come pensano in molti: le regole e le caratteristiche richieste per la concessione di un prestito sono le medesime delle banche».
di Laura Tonero da L’Espresso
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