Meno carne, ma di qualità – Pesce, attenzione alle specie minacciate
Nei paesi industrializzati il consumo annuale di carne è molto elevato ( circa 50 kg a persona). Per un mondo più sostenibile – e per la salute – sarebbe meglio mangiarne meno, ma di miglior qualità. Per il pesce, attenzione alle specie minacciate dall’eccessivo sfruttamento dei mari.
Quale pollo?
Una breve distanza tra il produttore ed il consumatore, con allevamenti che seguono norme severe: ecco alcuni argomenti che giocano a favore di un pollo allevato nella regione.
Quale sistema di pesca ?
I pesci piatti (sogliole, passere, limande, platesse, rombi, ecc.) sono presi con reti a strascico che raschiano il fondo provocando la distruzione di numerose altre specie. Per 1 kg di pescato, si distruggono circa 6 kg di altre specie.
Rispetto degli animali?
Alcuni marchi di qualità garantiscono specifiche norme di allevamento (ad esempio, la certezza d’accesso all’aria aperta degli animali durante la crescita).
Allevamento: che tipo di mangime?
Secondo il tipo o alimentazione, la carne di salmoni e di trote da allevamento può contenere residui di sostanze medicinali, con concentrazioni che talvolta superano i valori limite consentiti dalla legge.
Quali gamberetti?
La maggior parte dei gamberetti venduti proviene da allevamenti situati presso le rive dei mari, in zone particolarmente ricche in bio diversità. Queste installazioni provocano spesso distruzioni e inquinamenti, ma ciò non accade con i gamberetti da allevamenti bio o per quelli pescati nell’Atlantico del Nord.
Variare le fonti di proteine
Il consumo di proteine animati è necessario. Ma l’eccesso di carne può nuocere atta salute, dato it contenuto di grassi saturi che favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari. Nei paesi industrializzati il consumo di carne e di pesce è ben maggiore rispetto alla quantità necessaria per coprire i nostri bisogni in proteine e in ferro. Alternando carni rosse e bianche, pesci,uova, formaggi e proteine vegetali (soia, ceci, lenticchie ecc.) è possibile variare il fabbisogno quotidiano di proteine senza it rischio di privare l’organismo di un costituente essenziali.
Mangiare meno carne
Per un adulto si raccomanda di consumare 100 gr di carne 3-4 volte la settimana (al massimo 100 gr tutt i giorni), basando La propria alimentazione sui cereali (grano, mais, riso, ecc. – meglio se integrati) e le leguminose (lenticchie, soia, ceci, fagioli ecc.), senza dimenticare frutta e verdura fresche, possibilmente coltivate secondo metodi rispettosi dell’ambiente.
Carne e ambiente
Il consumo eccessivo di carne ha pure delle ripercussioni sull’ambiente, a livello di riscaldamento climatico, un pasto ricco di carne e cucinato con ingredienti importati “emette” fino a 9 volte più CO2 di un pasto vegetariano cucinato con prodotti locali. E ci vogliono 5 volte più di acqua per produrre le proteine di manzo rispetto a quelle di soia.
Scarso rendimento
Si devono “investire’ 10-15 calorie alimentari vegetali per ottenere 1 caloria di carne. Ciò significa che per ottenere 1 kg di carne devono essere consumati circa 10 kg di grano (senza calcolare la grande quantità di acqua).
I pesci diventano rari
Il consumo mondiale di pesce è quadruplicato dal 1950 e non smette di aumentare. Il rinnovamento naturale delle scorte non è più assicurato: il 90% della popolazione dei grossi pesci (tonno, merluzzo, pesce spada ecc.) è minacciata. I dietisti consigliano di mangiare regolarmente pesce ricco di certi acidi grassi (omega-3), benefici per cuore, arterie e cervello. È preferibile consumare le specie che non sono vittime della pesca indiscriminata (come il salmone di allevamento bio, lo sgombro e le aringhe) 1-2 volte la settimana, cucinandole al forno piuttosto che fritte.
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